Dipendenti statali, da lunedì si torna in ufficio: addio smart working

Dipendenti statali, da lunedì si torna in ufficio: addio smart working

Prevista una proroga al 30 settembre 2021 della possibilità di usufruire del lavoro agile con una modalità semplificata nella Pubblica Amministrazione, senza bisogno di firmare accordi individuali con i lavoratori.

In arrivo con un Decreto Proroghe nuove misure per lo smart working, secondo quanto si apprende dopo l'incontro di ieri tra il ministro del Lavoro, Andrea Orlando ed i sindacati.

Decreto Proroghe in dirittura d'arrivo, con l'approvazione del testo in Consiglio dei Ministri attesa a breve. Insomma, lo smart working nella Pa potrà proseguire, senza più il vincolo del 50%, "fino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi" e "non oltre il 31 dicembre 2021".

"Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone - ha sottolineato il ministro - per introdurre da un lato la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo e dall'altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici". Il tutto, spiega Brunetta, "concordato con il Comitato tecnico scientifico e compatibile con le esigenze del sistema dei trasporti".

Per quanto riguarda lo smart working dei dipendenti pubblici in regime ordinario le nuove regole riducono la percentuale di lavoro agile con ricorso ai POLA dal 60 al 15% e l'adozione dello stesso senza POLA dal 30 al 15%. Il decreto proroghe, in merito, fa saltare anche il limite del 60 per cento indicato nei Pola, mentre scende dal 30 per cento al 15 per cento, la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi.

'Addio' smart working. Si torna alla normalità: eliminata la soglia minima del 50% del cosiddetto 'lavoro agile' nella Pubblica amministrazione.

Nel testo è stata affrontata anche la questione relativa allo smart working per i dipendenti pubblici.

Nella remota eventualità di una fumata nera sulla proroga della normativa, dal 1° agosto di quest'anno tornerebbe in vigore la legge n.81 del 2017 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato), che prevede la sottoscrizione di un accordo individuale con il proprio dipendente prima di ricorrere alla modalità del tele-lavoro. E ciò grazie al Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, siglato dal premier Mario Draghi e dallo stesso Brunetta assieme a Cgil, Cisl e Uil.

La contrattazione tra governo e sindacati sui contratti collettivi nazionali di lavoro del triennio 2019-21, in merito allo smart working, è in sostanza regolata dall'art. E trai punti principali che dovranno regolare il lavoro a distanza, il diritto alla disconnessione, fasce di contattabilità, formazione specifica, protezione dei dati personali e permessi e assenze.