Coronavirus, niente più mascherina all’aperto. Sileri spiega quando e perchè sarà possibile

Coronavirus, niente più mascherina all’aperto. Sileri spiega quando e perchè sarà possibile

Ecco perché dal 1° giugno o forse addirittura prima si pensa di consentire l'ingresso libero, mantenendo almeno un metro di distanza tra le persone e indossando la mascherina quando non si mangia e beve. Dopo 3 settimane, ha aggiunto, si ha una buona protezione, "dunque anche la mascherina all'aperto dove non c'è assembramento credo sia sensato mettersela in tasca - ha aggiunto - e rimetterla quando c'è assembramento e rischio". Un'ipotesi plausibile secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ma solo quando "saranno raggiunti i 30 milioni di vaccinati, almeno con una dose". "È innegabile che c'è stato un cambio di passo, critiche sull'andamento della campagna vaccinale oggi non hanno senso di esistere, sono pretestuose".

Ma quando raggiungeremo l'obiettivo? "L'unica cosa che temo davvero è che vaccinati anche i trentenni, si penserà che il virus sia scomparso e in pochi sotto i 30 anni si vaccineranno".

Il sottosegretario alla Salute conferma di essere favorevole ad uno spostamento del coprifuoco, ma non alla sua abolizione: "Fra le 23 e le 24, io direi mezzanotte, entro un paio di settimane e continuando a controllare i numeri". Sileri ha parlato apertamente della possibilità di togliersi la mascherina all'aperto una volta superata la soglia di 30 milioni (la metà della popolazione target). A Londra si fissano le tappe delle prossime riaperture dal 17 maggio: ristoranti e pub dovrebbero riprendere il servizio all'interno e si potrà ampliare fino a 30 il numero di invitati e ospiti consentiti a matrimoni, funerali, eventi privati.

Attenzione, facciamo attenzione, ripete l'infettivologo Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco. Tuttavia, "avendo protetto le fasce più deboli della popolazione con la vaccinazione" vien da sé che anche i grandi magazzini italiani possano riaprire le porte al pubblico, "con termoscanner all'entrata e flussi contingentati".

Ancora una volta bisognerà trovare il giusto equilibrio tra le diverse necessità ed esigenze dei cittadini logorati da un anno e mezzo di pandemia ed i dati scientifici sul contagio.