Zona arancione per quasi tutta l'Italia: cosa cambia da oggi

Zona arancione per quasi tutta l'Italia: cosa cambia da oggi

Se i dati di oggi lo confermeranno, la regione ha le carte in regola per passare in zona arancione con la nuova ordinanza di Speranza in vigore da lunedì.

Dalla prossima settimana l'Italia potrebbe essere un po' meno rossa per tingersi, quasi completamente, di arancione.

Nella fascia rossa -con regole e divieti più restrittivi per scuola, spostamenti e categorie di negozi- attualmente sono collocate Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d'Aosta. Le uniche regioni che rimarranno al massimo livello di attenzione potrebbero essere Campania, Puglia e Valle d'Aosta.

Sulla stessa linea anche il Piemonte in attesa di promozione in zona arancione: "Siamo fiduciosi", ha detto infatti il governatore della regione Alberto Cirio. Neppure il governatore si aspettava un ritorno in Arancione, tanto che per oggi non era stato fissato il Ceps, il comitato che deve decidere quali province (o parti di esse) devono invece andare in Rosso. Per due combinazioni: nei giorni scorsi, complici Pasqua e Pasquetta, sono stati fatti pochi tamponi, quindi i nuovi positivi settimanali sono calati sotto la soglia dei 250 ogni 100 mila abitanti (a quota 230). Pertanto agli esperti dell'Iss, del Ministero della Salute e della Cabina di regia, resteranno da valutare e coniugare non solo l'incidenza e l'indice Rt, ma altresì gli altri scenari di rischio e, soprattutto, i dati sulla pressione ospedaliera che, in molte regioni italiane, continuano a non arrestarsi. L'emendamento punta a modificare la norma del decreto che stabilisce lo stop alla zona gialla in Italia fino al 30 aprile.

Zona rossa. Sospesa la didattica in presenza in tutte le scuole, dai nidi alle superiori. Bar e ristoranti chiusi, sì servizio a domicilio senza limiti di orario e asporto (fino alle 18 i bar, fino alle 22 gli altri). No visite a parenti e amici, se non a persone non autosufficienti (un adulto con due minori). Rimangono però chiuse le palestre, cinema, teatri musei e resta vietato il servizio al tavolo per tutti i locali della ristorazione. Aperti i negozi, tranne nei centri commerciali in festivi e pre.

E' consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio comune o, in assenza di tali strutture, in comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all'aperto attività sportiva di base.