"Riaperture da metà maggio": prima i ristoranti, poi spettacoli e sport

E' quanto prevede la bozza delle linee guida per la riapertura delle attivita', che le Regioni sottoporranno a Governo e Cts.

Riaprire in sicurezza è l'obiettivo, ma anche velocemente e già dalle prossime settimane. La riunione dei governatori guidati dal nuovo presidente leghista Massimiliano Fedriga è in agenda per oggi alle 11, e alle 15 comincia il confronto con il governo. Al tavolo della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocata per giovedì 15 aprile, l'aggiornamento delle linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative. Proprio per questo motivo, sono al vaglio le riaperture di palestre, piscine e ristoranti anche nelle zone ad alto rischio epidemiologico. Si valuta la riapertura di ristoranti, sia a pranzo che a cena, bar, pizzerie, trattorie, pub, pasticcerie, gelaterie e rosticcerie, oltre a piscine, palestre, cinema e teatro. Tuttavia, vanno integrate con tamponi all'ingresso, test negativi nelle ultime 24 ore o completamento della vaccinazione. Ma tra i ministri, come ormai avviene da tempo, ci sono due linee di pensiero: c'è chi spinge per riaprire i confini dopo metà maggio e chi invece frena. Nei locali al chiuso vanno rispettati i due metri di distanza, all'aperto si riduce a un metro: in entrambi i casi va tenuta la mascherina quando non si è seduti. Le Regioni in particolare precisano che bisogna rispettare le misure anche se vaccinati: "Nella fase attuale nelle quale la campagna vaccinale è in corso e non risulta ancora raggiunta una copertura adeguata della popolazione, in considerazione delle indicazioni scientifiche internazionali che non escludono la possibilità che chi è vaccinato possa contagiarsi, pur senza sviluppare la malattia, e diffondere il contagio, si ritiene che allo stato attuale il possesso e la presentazione di certificazioni vaccinali non sostituisca il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio quali ad esempio il distanziamento interpersonale, l'utilizzo della mascherina, l'igienizzazione della mani e delle superfici". Bisognerà inoltre assicurare almeno due metri di distanza tra le persone negli spogliatoi e nelle docce. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi. Non solo, ai gestori delle palestre si chiede anche di pianificare il programma di tutte le attività tramite prenotazioni e regolamentando gli accessi in modo da evitare situazioni di assembramento e aggregazione. Tra le altre misure, la consultazione online del menu, il contingentamento degli ingressi in modo che la capienza del locale assicuri il mantenimento di almeno due metri di distanza.

Per la consumazione al banco occorrerà assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 2 metri tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Distanza ridotta a un metro negli spazi all'aperto. La bozza del documento prevede l'accesso agli attrezzi, delimitando le zone per garantire almeno un metro di distanza tra le persone che in quel momento non svolgono attività fisica e almeno due metri durante l'attività fisica.