Reddito di Cittadinanza, nuovo blitz: denunciate 76 persone per indebita percezione

Reddito di Cittadinanza, nuovo blitz: denunciate 76 persone per indebita percezione

Reddito di cittadinanza, i carabinieri hanno smascherato l'ultimo scandalo: i soldi destinati ai poveri sono finiti nelle tasche di killer, boss e appartenenti al clan Mazzei, l'ala stragista di cosa nostra.

Su delega di questa Procura Distrettuale della Repubblica, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo delle carte di reddito di cittadinanza nei confronti di 76 persone, ritenute responsabili di aver ottenuto indebitamente il suddetto beneficio utilizzando dichiarazioni attestanti cose non vere nonché omettendo informazioni dovute. Tra i beneficiari - come riporta Tgcom24 - sono stati identificati "uomini d'onore" e affiliati di diverse cosche mafiose attive nella zona. Dalle indagini è emerso che l'importo complessivo finora riscosso indebitamente è di oltre 600.000 euro. Per questo motivo i Carabinieri del Nor della Compagnia di Casale a conclusione dell'attività di controllo - condotta in collaborazione con il N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri) di Alessandria - hanno denunciato e conseguentemente segnalato all'INPS, per la sospensione dell'erogazione del sussidio, sei cittadini stranieri, tutti di origini rumene e ricercati per vari reati, che secondo la legge vigente non possono percepire il contributo statale. I più numerosi, una cinquantina circa, sono risultati essere quelli della "famiglia" Santapaola-Ercolano di Cosa nostra.

Tra i beneficiari del reddito di cittadinanza anche i partecipanti al summit mafioso del 2009, alla presenza dell'allora capo militare Santo La Causa, super latitante oggi pentito.

Tra i percettori anche l'autore di un efferato omicidio di mafia commesso nel 1999 ed un elemento apicale di un clan che ha rinnegato il figlio diventato collaboratore di giustizia.