Inchiesta sui dati Covid in Sicilia, revocati i tre arresti domiciliari

Inchiesta sui dati Covid in Sicilia, revocati i tre arresti domiciliari

Svolta nell'inchiesta sui falsi dati Covid in Sicilia. Ha così deciso la magistratura palermitana, che ha sospeso per 12 mesi la Di Liberti e Cusimano, già sospesi dal servizio dalla Regione dopo gli arresti, e rimesso in libertà senza obblighi Madonia.

"A prescindere dalla reale finalizzazione delle continue falsificazioni sui dati rispetto al raggiungimento di specifici obiettivi di carattere politico ed economico, che merita senz'altro un doveroso appronfidimento investigativo, gli atti d'indagine svelano uno scenario desolante in cui con assoluta superficialità e con una approssimazione, ben lontana dagli standard di professionalità richiesti per l'elaborazione di dati corretti e di qualità, venivano gestiti dati tanto significativi per il monitoraggio della pandemia". Successivamente è passata alla Procura di Palermo, che è quella territorialmente competente.

La Procura del capoluogo siciliano, dopo aver preso in carico il fascicolo, ha effettuato vari accertamenti, recependo in parte in parte l'ipotesi accusatoria della Procura trapanese, formulando 7 capi di imputazione rispetto agli originari 36, ridimensionando in parte l'inchiesta partita da Trapani: "Occorre, inoltre, precisare - si legge nel provvedimento - che le condotte di falso descritte nei capi di incolpazione provvisoria concernono le sole falsificazioni dei dati aggregati relativi al numero dei soggetti positivi, dei tamponi, dei ricoveri in terapia intensiva e in area medica, in quanto le uniche destinate ai incidere sugli indicatori 2.1".

Ascoltata nei giorni scorsi, la dirigente del Dasoe si è difesa sostenendo che proprio dall'assessorato alla Salute sarebbe arrivato il "suggerimento" all'Istituto di Sanità di inserire la Sicilia tra le zone a rischio in quanto, nonostante i dati non fossero ancora tali da richiedere una scelta immediata in tal senso, il trend era preoccupante. E sono state eliminate tutte le contestazioni relative alle false comunicazioni sui decessi il cui computo non influisce sul passaggio in zona rossa delle regioni. L'inchiesta, che ha portato ai domiciliari la dirigente, riguarda anche l'ex assessore alla Salute Ruggero Razza che si è dimesso dopo l'avviso di garanzia. Il giudice, che era chiamato a decidere sul proseguimento della misura cautelare, ha accolto le tesi degli avvocati Paolo Starvaggi e Fabrizio Biondo.

"In buona sostanza- aggiunge- è rimasta in piedi l'accusa per concorso in falsità ideologica e falsità materiale".