Il Senato annulla la revoca del vitalizio per Roberto Formigoni

Il Senato annulla la revoca del vitalizio per Roberto Formigoni

Dopo le condanne, restituito il vitalizio a Roberto Formigoni. Lo ha stabilito la commissione Contenziosa del Senato dando ragione all'ex governatore della Lombardia ed ex senatore che aveva fatto ricorso contro la sospensione del suo vitalizio dopo la condanna definitiva a a 5 anni e 10 mesi per corruzione. La vicenda era nell'ambito delle tangenti intorno alla clinica Maugeri.

Riguardo alla scheda, va precisato che Alessandra Riccardi è stata eletta dal M5S ma è poi passata alla Lega. Vale a dire il Dl 2019, secondo cui il pagamento dei trattamenti previdenziali va sospeso ai cittadini che, condannati in via definitiva (per reati non di stampo mafioso o terroristico), siano evasi o divenuti latitanti. Formigoni, benché fossi rimasto praticamente senza alcuna fonte reddituale a causa di provvedimenti a tal punto giustizialisti da aver completamente trascurato superiori beni quali quello della vita stessa, beni che rimangono, però, prioritari per il nostro Stato di diritto.

Da Formigoni arrivano parole di soddisfazione.

L'ex presidente della Regione Lombardia, raggiunto al telefono dall'Adnkronos, spiega di aver raccolto la decisione "senza nessuna particolare reazione". "Ero convinto del mio diritto, per cui ringrazio che si sia posto rimedio ad un errore clamoroso, non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di tanti".

Il vicepresidente del Senato, Paola Taverna, parla di: "Una vergogna inaudita".

Dinanzi alla destra nazionale che tuona contro il DDL Zan, facendone continualemte slittare la calendarizzazione in Commissione al Senato perché "le urgenze e le priorità sono altre", i senatori della Repubblica hanno trovato tempo e modo di far riesumare il vitalizio nei confronti di un condannato per truffa ai danni dello Stato, qui mantenuto dallo Stato stesso. E ancor più duro l'ex viceministro Stefano Buffagni: "Che schifo".