Nuovo DPCM Covid del governo Draghi: le misure contro la pandemia

Nuovo DPCM Covid del governo Draghi: le misure contro la pandemia

Iniziano a filtrare le prime notizie sul decreto che verrà approvato nelle prossime ore per entrare in vigore dal 6 marzo. Lo ha detto Roberto Speranza, ministro della Salute, in occasione della presentazione dei dati del Programma Nazionale Esiti 2020 di Agenas.

A pagare cara la zona rossa, come sempre, non sono solo le scuole.

Centri commerciali e negozi. La stretta decisa sembra riguardare il solo mondo della scuola.

Ieri in serata è arrivata la firma di Draghi al nuovo Dpcm. In sua rappresentanza ha chiamato "la squadra", ovvero i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Mariastella Gelmini, e i presidenti dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, e del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. Sarebbe stata espressa preoccupazione per l'alta contagiosità delle varianti Covid. Alle 12 il governo, con i ministri Speranza e Gelmini, incontreranno gli enti locali e le regioni.

Nelle zone rosse i parrucchieri e i barbieri non possono aprire. È stato il sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro a spiegare: "Siamo consapevoli che sia fondamentale salvaguardare la salute, anche con provvedimenti duri, ma allo stesso modo ho posto nuovamente il tema dei controlli sugli assembramenti su strade o piazze da parte delle forze dell'ordine: far sì che si accetti l'interruzione delle lezioni in presenza diventa più complicato se ogni sera ci sono centinaia di ragazzi in giro nei luoghi della movida". In zona gialla e arancione la didattica è in presenza per gli alunni dell'infanzia, delle elementari e delle medie, invece per quelli delle superiori è prevista la didattica in presenza almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%.

Il Dpcm firmato dal premier "prova a mantenere un impianto di conservazione delle misure essenziali che sono vigenti". In alcuni casi i governatori hanno già applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia, Campania e Marche. La variante inglese ha un impatto molto forte sui giovani, che può aumentare la velocità di diffusione del virus. Nella bozza del nuovo provvedimento restano comunque "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all'aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose".

L'unico allentamento riguarda la riapertura di teatri e cinema nelle zone gialle a partire dal 27 marzo, ma si tratterà di aperture probabilmente poco più che simboliche con posti e soprattutto orari ridotti e soggette a chiusure immediate nel momento in cui un territorio dovesse passare in fascia arancione o addirittura rossa. Le deroghe, che richiedono un'autocertificazione, sono sempre i motivi di lavoro, salute o necessità e il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Confermato, fino al 27 marzo, anche il divieto di spostamento tra Regioni. "Tali misure dovrebbero essere rapide, dirette ed erogate sotto forma di capitale immediatamente utilizzabile (sono da evitare altre forme quali il credito d'imposta o l'incentivo all'investimento), perché molti operatori, dopo 12 mesi senza ricavi, soffrono una tremenda crisi di liquidità, non sono più in grado di ricorrere al credito bancario e iniziano a non avere la possibilità di fare fronte nemmeno alle spese correnti".

Parrucchieri ed estetiste dovranno abbassare la serranda e sospendere l'attività in zona rossa.

I colori - Confermate tutte le fasce: bianca, gialla, arancione, rossa.

Stop a centri commerciali e alle gallerie commerciali durante il fine settimana e, in genere nei giorni festivi e pre festivi. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati. Anche il Dpcm di Draghi prevede la chiusura delle palestre e piscine, nonostante la grande richiesta degli operatori sportivi e proprietari di palestre di riaprire.