Nuovo Dpcm, i consigli del Cts a Draghi: "No alle riaperture"

Nuovo Dpcm, i consigli del Cts a Draghi:

"Non credo che ci saranno le barricate per 5 giorni in più di scuola o cinque giorni in meno, da parte di nessuno, ma sulla scuola si è combattuta una battaglia per molti aspetti ideologici". La "bussola del nuovo dpcm - ha detto il ministro - sarà la salvaguardia del diritto alla salute".

Il decreto del governo in vigore da domani e le ordinanze firmate da presidenti di Regione e sindaci per istituire le zone rosse e la nuova fascia "arancione scuro" - nei luoghi dove circolano le varianti - hanno posto limiti per chi vuole andare nelle seconde case. E ancora: "Nel mondo siamo a 112 milioni di casi confermati dall'inizio della pandemia e a 2,5 milioni di persone che hanno perso la vita". Ma per definire le puntuali misure, si aspettano i dati del venerdì della cabina di regia. E' stato lo stesso governatore pugliese Michele Emiliano a proporre di tenere le scuole chiuse fino a che tutti gli insegnanti non saranno vaccinati, ponendo interrogativi sulla responsabilità giuridica dei presidenti in caso di mancata tutela della sicurezza sul lavoro degli insegnanti. Il virus riprende poi a mordere in Veneto, dove si registra una crescita di contagi e ricoveri ed in Abruzzo, dove i ricoverati in intensiva toccano la quota record di 78.

L'alta incidenza del Covid non arresta le richieste di far ripartire le attività.

Entro il fine settimana verranno varate le misure anti-Covid del nuovo Dpcm Draghi, che non dovrebbero prevedere allentamenti alle restrizioni a causa della circolazione delle varianti Covid altamente contagiose. "Abbiamo parlato di riaperture". Se si può pranzare tranquilli, allora si può cenare tranquilli.

"Facciamo un serio monitoraggio - prosegue Toti - vediamo quante ore di lezione sono state perse, cerchiamo di dare anche un minimo di scientificità al ragionamento, poi la politica dovrà fare le tue scelte però non le possiamo prendere sugli obiettivi politici del singolo ministro". La priorità è quella di ritardare ulteriormente le eventuali riaperture: per questo motivo gli esperti hanno invitato Draghi a prorogare la chiusura di cinema, teatri, musei, palestre, piscine, sale da gioco, e bar e ristoranti in zona arancione/rossa, poiché considerati potenziali focolai.

Stessa storia anche per la ripresa delle attività sportive. Si mira a definire il nuovo provvedimento cercando un punto di caduta non facile tra le diverse posizioni dei partiti che sostengono Draghi.

"Indispensabile dire sempre la verità al paese sull'andamento della pandemia", afferma Speranza.