La serie su San Patrignano sta già facendo molto discutere

La serie su San Patrignano sta già facendo molto discutere

Rimini - "La comunità San Patrignano si dissocia completamente dalla docu-serie messa in onda da Netflix".

È uscita lo scorso 30 dicembre SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano, la docu-serie italiana di Netflix che racconta i 15 anni iniziali della comunità di recupero per tossicodipendenti fondata da Vincenzo Muccioli. Ossia la docu-serie originale creata e scritta da Gianluca Neri, con Carlo Gabardini e Paolo Bernardelli e la regia di Cosima Spender, uscita da pochi giorni e finita tra le prime dieci produzioni Netflix più viste. "Chi ha fatto questa serie che ha intitolato 'Luci e Tenebre di San Patrignano' doveva chiamarla 'Ombre su San Patrignano' perché demonizza una persona che ha salvato migliaia di vite". Il film su SanPa, materiale storico e sociale altamente infiammabile, è piaciuto a molti, tranne che alla SanPa originale. Per quanto riguarda la narrazione di SanPa, la nota la accusa di focalizzarsi "in prevalenza sulle testimonianze di detrattori o di persone con trascorsi di tipo giudiziario in cause civili e penali conclusesi con sentenze favorevoli alla comunità stessa". La Comunità, attraverso la benedizione di Andrea Muccioli figlio del fondatore, aveva aperto le sue porte alla produzione, permettendo alle troupe di infilarsi nei gangli di una macchina sociale complessa, palpitante, efficacissima, a volte mediaticamente controversa. Elenco - si legge nel comunicato - pressoché disatteso, "preferendo lasciare spazio ad un resoconto unilaterale che paia voler soddisfare la forzata dimostrazione di tesi preconcette".

SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano racconta l'origine della comunità di recupero per tossicodipendenti fondata, nel 1978, da Vincenzo Muccioli, uomo carismatico che creò quello che era destinato a diventare il più grande centro di riabilitazione per tossicodipendenti in Europa. Tuttavia, a qualche anno dalla fondazione, non sono mancate le polemiche mediatiche sulle modalità di gestione di alcuni ospiti della comunità, valutate anche dai diversi processi nelle aule di tribunale.

"Il protagonista di questa serie è diventato questo Delogu, una persona che è stata condannata per aver ricattato Muccioli, quindi condannato per aver estorto a Muccioli 150 milioni". E si dice inoltre preoccupata "per gli effetti negativi e destabilizzanti che potrebbero ricadere sull'oneroso lavoro di recupero, reinserimento e prevenzione" sui quali è impegnata; e, cita "diversi studi indipendenti di prestigiosi atenei sia nazionali che internazionali" che dimostrano come principi e metodologie di recupero dell'istituzione -che agisce in modo gratuito- siano completamente diversi da quelli raccontati a puro scopo di "intrattenimento commerciale". La serie infatti, nota all'estero come SanPa: Sins of the Savior (I peccati del salvatore) rivela già nel titolo un certo indirizzo negativo teso a dipingere la comunità come un luogo di salvezza ma anche di sofferenza, di dittatura, di sevizie, misticismo, loschi affari e omicidi. Oltre a loro, anche le famiglie che hanno vissuto questo dramma assieme ai figli sono da considerare vittime dell'eroina. E lo fa per concentrarsi quasi del tutto alla figura di Muccioli rapportandola al racconto politico ed economico della nazione, e immergendolo, a tratti, nel chiaroscuro.