Il Messico offre asilo politico a Julian Assange

Il Messico offre asilo politico a Julian Assange

Scoprirà se la giustizia britannica darà l'ok all'estradizione negli Stati Uniti dove è accusato di spionaggio e dove rischia di passare il resto dei suoi giorni in carcere.

Il presidente dello stato dell'America Centrale Andres Manuel Lopez Obrador ha parlato in termini possibilistici in una conferenza stampa.

Tra il 2010 e il 2011 sul sito di Wikileaks sono stati pubblicati centinaia di migliaia di documenti segreti relativi alle guerre condotte dagli Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq.

AMLO si è detto a favore di un indulto e ha annunciato che la diplomazia messicana, attraverso la segreteria del ministero delle Relazioni Estere, attiverà i canali con il Regno Unito per offrire formalmente l'asilo politico per il cyber-attivista australiano. In particolare, la corte ha respinto tutti gli argomenti del signor Assange riguardanti la motivazione politica, il reato politico, il giusto processo e la libertà di parola.

Secondo l'accusa, Assange ha aiutato l'analista della difesa statunitense Chelsea Manning a violare lo US Espionage Act, ha avuto un ruolo attivo in atti di hackeraggio da parte di terzi e ha pubblicato informazioni riservate che hanno messo in pericolo infiltrati e informatori.

Oggi però la giudice distrettuale di Londra, Vanessa Baraitser, ha stabilito che il 49enne Assange non può essere trasferito negli Usa in quanto rischierebbe un peggioramento del suo stato mentale se non arrivare al suicidio.

La compagna di Assange, Stella Morris, che gli ha dato due figli nei 7 anni da lui trascorsi da rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, è stata fra i primi stamane ad arrivare in aula. La sua colpa di fronte al Potere è quella di essere un faro di libertà e di giornalismo libero, di aver illuminato e diffuso i documenti delle atrocità, dei crimini e delle illegalità del complesso militare statunitense e non solo.