Sputnik 5: il vaccino di Putin è solo propaganda?

Sputnik 5: il vaccino di Putin è solo propaganda?

Nei giorni scorsi è trapelato che si tratterebbe di un vaccino a base di un vettore virale (adenovirus 5) modificato per esprimere la proteina spike, simile a quello sperimentato dalla cinese CanSino che dovrebbe essere testato in Canada. D'altra parte, bisogna pure pensare che un obbligo come questo sarebbe una chiara restrizione della libertà dei conducenti di mezzi volanti di spostarsi come loro meglio aggrada, né è dimostrato che l'obbligo diminuirebbe il numero di incidenti, che sono dovuti a guidatori irresponsabili, non al mezzo in sé. Per bocca del suo portavoce Tarik Jasarevic, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che sono in corso discussioni con le autorità sanitarie russe su una possibile prequalificazione del vaccino ma che, prima di poter avere luce verde, il composto dovrà "essere sottoposto a rigorosi esami e valutazioni di tutti i dati richiesti sulla sicurezza e l'efficacia". Alcuni, come le varie versioni del vaccino anti-influenzali stagionale, sono quantomeno mediocri in termini di protezione garantita, altri, eccellenti, ad esempio quello antipolio messo a punto da Jonas Salk egli anni Cinquanta, hanno impiegato tempi lunghi per fornire un'immunità estesa a tutta popolazione.

A realizzare il vaccino in Russia è stato il Gamaleya National Research Centre for Epidemiology and Microbiology. Su tutti gli Stati Uniti, che attraverso le parole del segretario alla Sanità Alex Azar, hanno ribadito la preoccupazione per la troppa rapidità con cui è stato prodotto e registrato il composto. Il problema del vaccino russo è che il modo in cui è stato testato mina la fiducia della gente. In India, il Serum Institute, la più grande istituzione al mondo per volume di produzione dei vaccini, ha annunciato un accordo con l'alleanza internazionale Gavi Alliance per produrre oltre 100 milioni di dosi di un futuro vaccino non appena ci sarà l'ok dell'Oms. Ciò che si conosce è che il numero uno del Cremlino ha due figlie, Maria Vorontsova e Katerina Tikhonova, rispettivamente di 35 e 33 anni. Secondo il presidente russo, sua figlia, dopo la prima dose ha avuto la febbre a 38, che il giorno dopo è scesa poco sopra i 37 gradi.

Secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa russe, il vaccino sarà messo in circolazione il primo gennaio 2021.

Mentre Giuseppe Ippolito è categorico: il vaccino russo per il momento è poco più che propaganda politica. Lo fa sulla base degli stessi dati pubblicati sul proprio sito internet dall'istituto Galameya -l'omologo moscovita dello Spallanzani - che spiegano come il vaccino sia ancora alla "fase 2'" e che la produzione in larga scala era prevista non prima del mese di ottobre.

Dalla rivista Nature a molti esperti, le critiche al vaccino russo sono molteplici. Esiste il pericolo che un vaccino solo parzialmente efficace dia ai governi e alle persone la falsa speranza che la pandemia sia quasi finita e provochi una revoca troppo frettolosa delle misure di confinamento e protezione.