MotoGP, la sentenza su Iannone slitta ad ottobre. Le ultime

Il pilota MotoGP, inizialmente condannato a 18 mesi dalla FIM per un sospetto caso di antidoping, dovuto ad un'involontaria contaminazione alimentare, deve fare i conti con la WADA. "La Wada è riuscita a ottenere uno slittamento dell'udienza e questo mette in difficolta' sia noi che il pilota - ha osservato Massimo Rivola, Ceo di Aprilia Racing, ai microfoni di Sky Sport - Come ci organizzeremo? Questo ovviamente mette in grandissima difficoltà sia noi che il pilota". Inoltre aveva "giocato" la carta dell'esame del capello che era risultato negativo. Tuttavia, la stessa cosa è stata fatta dalla WADA, che invece chiedeva un inasprimento della pena e quindi la squalifica massima di quattro anni.

A questo punto Aprilia dovrà decidere se attendere ancora oppure pianificare il suo futuro.

La sentenza del TAS era attesa per agosto, ma questo slittamento può avere un impatto pesante sia per il pilota che per la Casa di Noale, che nel frattempo lo stato sostituendo con il collaudatore Bradley Smith e non è andata alla ricerca di un titolare vero e proprio per rimpiazzarlo. "E' ovvio che dobbiamo pensare a una strategia per non perdere opportunita', ma la nostra volonta' resta quella di aspettare il pilota perche' crediamo nell'innocenza di Andrea". "Crediamo nell'innocenza di Andrea, vogliamo aspettarlo, anche se corriamo un grande rischio".