Discoteche chiuse | Linus attacca | ‘Chi le ha riaperte era ubriaco?’

Discoteche chiuse | Linus attacca | ‘Chi le ha riaperte era ubriaco?’

Tra questi è intervenuto anche Linus, nome d'arte di Pasquale Di Molfetta, tra i dj più noti d'Italia (nonché direttore di RadioDeejay). "E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse", scrive. Dopo aver ammesso di essere stato a fatica in silenzio in questi giorni, si chiede: "Ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!?".

E continua ad accusare la politica di mancanza di previdenza: "I manager di club non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come si può pensare che le persone in un club non facciano quello che se ne sono andati, vale a dire stare insieme? Perché li hai aperti, eri ubriaco o interessato?".

"Linus spiega come "a Ibiza, capitale dei nightclub europei, hanno avuto il coraggio di tenerli chiusi", Mentre in Italia" ogni regione potrebbe decidere in base al caso della regione ". Secondo Linus, poi, chi parla di "ragazzi che hanno il diritto di vivere" è un paraculo. Prenditi dei rischi, ovviamente, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c'è andata, cioè stare insieme? Durante l'estate i ragazzi hanno ballato, sudato bevuto e cantato, non curanti della velocità in cui il virus contagia. Porta ad esempio il "modello Ibiza" "nella capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse". Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?

Sul settore dei locali da ballo in crisi, Linus si dice molto dispiaciuto visto che in quel settore ha passato larga parte della sua vita ma ricorda anche che a parte Amazon non pensa possa esistere un settore che non abbia avuto gravi problemi da questa situazione di emergenza sanitaria. "Il settore è in crisi". Anche per questo ogni giorno su ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, informazioni esclusive, interviste ad esperti, sondaggi, video e tanto altro. Non in linea con la rampa di accesso. È come un'enoteca che non ha il vino, una cosa senza senso, da ubriachi. Perché il nostro lavoro ha un costo.