Coronavirus: piano del Ministero contro eventuale aumento dei casi in autunno

Coronavirus: piano del Ministero contro eventuale aumento dei casi in autunno

Il ministero della Salute e l'Iss, come riporta "Repubblica.it", hanno messo a punto un piano, pubblicato sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, diffuso con una circolare alle Regioni, agli altri ministeri e a diverse istituzioni, per gestire l'eventuale seconda ondata di coronavirus in autunno.

Gli scenari per l'autunno, in termini di impatto sul sistema sanitario, come spiega la Dire (www.dire.it) dipenderanno molto da alcune incognite: 1) Trasmissibilità di SARS-CoV-2 a fine estate. In primo luogo, non e' nota la reale trasmissibilita' di SARSCoV-2 nelle scuole, anche se cominciano ad essere disponibili evidenze scientifiche di outbreak in ambienti scolastici. Si va dalla rete ospedaliera, che ad esempio dovrebbe avere percorsi dedicati nei Pronto Soccorso per i casi sospetti, alla medicina territoriale.

I requisiti richiesti riguardano tutti gli aspetti dell'assistenza sanitaria. Recentemente e' stata osservata un'importante decrescita dell'eta' media dei casi, con relativamente poche nuove ospedalizzazioni da COVID-19.

I possibili scenari descritti nel documento sono 4. Non e' al momento chiaro se questo e' un fenomeno che puo' protrarsi nel tempo o e' semplicemente dovuto al basso livello di circolazione attuale, che permette di mantenere protette le categorie a rischio, ad esempio gli anziani.

Scenari possibili - Nel documento sono elencati quattro diversi possibili scenari per l'epidemia in corso, da una "Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto ad oggi", a una "Situazione di trasmissibilita' sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario, a una "Situazione di trasmissibilita' sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario, fino ad arrivare a una "Situazione di trasmissibilita' non controllata con criticita' nella tenuta del sistema sanitario, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1.5 nel suo intervallo di confidenza inferiore per periodi lunghi (almeno 1 mese)". Anche se una epidemia con queste caratteristiche porterebbe a misure di mitigazione e contenimento più aggressive nei territori interessati, uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l'origine dei nuovi casi.