Coronavirus, contagi non aumentano per migranti: colpa dei vacanzieri

Coronavirus, contagi non aumentano per migranti: colpa dei vacanzieri

"Il contributo dei migranti, intesi come disperati che fuggono, è minimale, non oltre il 3-5% è positivo e una parte si infetta nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate" sono le parole del presidente del Consiglio superiore di sanità e membro del Cts, Franco Locatelli, che ha tentato di spegnere tutte le polemiche riguardo i migranti, una delle quali scatenata da Matteo Salvini.

Secondo il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, non sono i migranti che arrivano in Sicilia a mettere a repentaglio la sanità in Italia. Ha detto Locatelli: "Forse, si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole d'oro: indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all'aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento interpersonale adeguato, osservare una scrupolosa igiene delle mani ed evitare assembramenti". La chiusura delle discoteche era necessaria, altrimenti presto "ci saremmo ritrovati in una situazione più allarmante".

Per ora l'Italia, fortunatamente, è ancora in una posizione privilegiata, anche se il numero dei casi aumenta, a tal punto che entro una settimana 200-300 al giorno a oltre 600 agosto. Si osserva una riduzione dell'età del contagiati per il fatto che abbiamo imparato a proteggere gli anziani. "I giovani - ricorda possono infettarsi e non sono al riparo da manifestazioni gravi come dimostra la storia della bambina di 5 anni ricoverata a Padova con sindrome uremico emolitica in possibile relazione al Sars-CoV-2".

Un commento anche al calo dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Per valutare l'andamento dell'epidemia dobbiamo avere una visione generale.

L'oncoematologo specifica che l'Italia è messa meglio di Spagna e Francia ma questo "non esclude il timore di una crescita esponenziale della curva nelle prossime due settimane".

Esiste una soglia da non superare per riaprire le scuole? Il Cts ritiene prioritario poter garantire il distanziamento all'interno degli istituti impiegando le mascherine solo se necessario, in situazioni eccezionali e per brevi periodi. Lo sforzo, soprattutto da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, deve essere quello di individuare tutte le soluzioni praticabili per non scaricare le responsabilità sui presidi. Non bisogna escludere la possibilità di una nuova chiusura parziale delle attività: "Oggi chiudono le discoteche, domani chissà".