Ue, il discorso di von der Leyen: "Garantisco salario minimo europeo"

Ue, il discorso di von der Leyen:

"Lunga vita all'Europa, viva l'Europa". Gli astenuti sono stati 22, una la scheda nulla.

Sposata con il medico e imprenditore Heiko von der Leyen, la donna oggi chiamata in causa nella corsa alla guida della Commissione Ue è madre di ben sette figli, nati tra il 1987 e il 1999. L'apertura di von der Leyen in questa direzione è un tassello dell'operazione "seduzione" degli eurodeputati per superare il cosiddetto "deficit democratico". Nel voto di martedì sera, arrivato dopo settimane di trattative e incontri con i vari gruppi e partiti, e dopo un apprezzato discorso tenuto in aula da von der Leyen questa mattina, si sono espressi a favore della sua nomina 383 europarlamentari: è la prima presidente donna della Commissione Europea. "Il compito che dovro' affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso". "Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare c'è l'obbligo di salvare le vite", ha affermato la candidata, incontrando l'applauso dell'Aula. "Dobbiamo salvare le vite ma non è sufficiente: dobbiamo lottare contro i trafficanti di esseri umani, assicurare le nostre frontiere esterne e tutelare il diritto asilo tramite corridoi umanitari". Von der Leyen ha anche insistito sulla parità di genere: "Finora ci sono stati 183 commissari, ma solo 35 sono state donne, meno del 20% ma noi rappresentiamo la metà della popolazione mondiale". "Dobbiamo modernizzare il nostro sistema di asilo europeo". A far presa sui deputati sarebbero stati soprattutto quattro temi: l'impegno sul fronte del clima, la riforma del trattato di Dublino, la possibilità che le decisioni in materia di politica estera vengano prese a maggioranza qualificata (e non all'unanimità) e l'estensione dell'iniziativa legislativa al parlamento (oggi solo la Commissione può proporre nuovi atti legislativi). "Serve solidarietà, dobbiamo aiutarci a vicenda, [avviare] una giusta cooperazione con i paesi di origine e di transito e ridurre la migrazione irregolare". "Se vogliono avere dei benefici devono avere degli oneri". Nihil sub sole novi, purtroppo: "la Ue ha deciso di imboccare la strada del non ritorno, quella dei burocrati, dei poteri forti e delle nomenclature che vogliono soffocare i nostri popoli". "Voglio che l'Europa diventi il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050", ha proseguito von der Leyen, precisando che per realizzare questo obiettivo bisogna compiere "passi coraggiosi". "Il nostro obiettivo di ridurre le emissioni del 40 per cento entro il 2030 non è sufficiente", è necessario "andare oltre" puntando a una riduzione delle emissioni "del 50, se non 55 per cento".

Il discorso del ministro tedesco è stato a lungo applaudito, anche da forze politiche che non voteranno a favore, come i Verdi. Ma a scrutinio ancora in corso, Marco Zanni, presidente leghista del gruppo ID al Parlamento europeo, ha confermato di aver votato in linea con i compagni sovranisti.

I sovranisti hanno dunque dichiarato che non voteranno la delfina della Merkel, e questo getta delle incertezze su ciò che accadrà in serata.