Tribunale Aja ultima udienza Marò per stabilire chi ha giurisdizione caso

Tribunale Aja ultima udienza Marò per stabilire chi ha giurisdizione caso

"Agli occhi dell'India non c'è presunzione di innocenza: i Marò erano colpevoli di omicidio ancora prima che le accuse fossero formulate" ha continuato l'ambasciatore Francesco Azzarello rivendicando per l'Italia la giurisdizione del caso, ricordando inoltre che in India "ci sono stati ingiustificabili rinvii del processo".

Scontro con Nuova Delhi nell'udienza all'Aja del Tribunale arbitrale internazionale chiamato a decidere sulla giurisdizione del caso che coinvolge i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Gironoe nella morte dei due pescatori indiani, scambiati per pirati, nel febbraio del 2012. "Sono state inventate speciali procedure, in violazione della stessa Costituzione indiana".

Una storia infinita quella di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che da qualche anno sono a casa, ma con l'incertezza e una vita cambiata a partire da quel famoso 15 febbraio 2012.

Oggi parte la sentenza che dovrà decretare la giurisdizione in merito a chi potrà giudicare i due fucilieri, tra India e Italia. L'ambasciatore ha poi evidenziato come, "dopo anni di tensioni", le relazioni tra i due Paesi stanno tornando "su un percorso di normalizzazione". Il rappresentante indiano, G. Balasubramanian, ha replicato sostenendo che "l'India e due suoi pescatori sono le vittime di questo caso".

Dal canto suo, il rappresentante dell'India, G. Balasubramanian, ha spiegato che "l'Italia sostiene di avere l'esclusiva giurisdizione" sulla vicende dei Marò, "ma bisogna tenere a mente che l'India e due suoi pescatori sono le vittime di questo caso": "due esseri umani a bordo di una barca indiana sono stati uccisi da individui che erano su una nave commerciale".

L'udienza, prevista inizialmente ad ottobre e rinviata a luglio a causa del decesso di uno degli arbitri (l'indiano Patibandla Chandrasekhara Rao, ndr), ha preso il via lunedì mattina con al tavolo la rappresentanza dei due paesi. "Il caso è materia di tribunali nazionali e non dell'arbitrato internazionale, il cui mandato si limita all'interpretazione e all'applicazione della Convenzione dell'Onu sul diritto del mare".