Rallenta l'economia cinese, esulta Trump

Rallenta l'economia cinese, esulta Trump

I partner commerciali cinesi e i mercati finanziari stanno seguendo da vicino lo stato di salute della seconda maggiore economia mondiale mentre prosegue la disputa commerciale con Washington che diventa sempre più costosa e alimenta timori di una recessione globale. "La crescita annuale del Pil per il primo trimestre è stata del 6,4 e del 6,2 per il secondo trimestre".

Il 6,2% comunicato dal Bureau nazionale di statistiche di Pechino rispetta le previsioni degli analisti, che avevano messo in conto gli effetti della guerra commerciale con gli Stati Uniti: i dazi al 25% imposti dall'amministrazione Trump su 250 miliardi di merci made in China hanno ridotto l'export verso gli Usa del 14% dal luglio 2018, cancellando 18 miliardi di dollari per le industrie cinesi, secondo stime della Nikkei.

"Le condizioni economiche sono ancora complicate e difficili sia a livello interno che all'estero". Le vendite al dettaglio di giugno hanno segnato una accelerata del 9,8% su base annua, centrando il passo più ampio da oltre un anno: il dato si confronta con l'8,6% di maggio e l'8,5% atteso alla vigilia dai mercati.

Pubblicando i dati, l'Ufficio nazionale di statistica ha spiegato che l'economia si trova ad affrontare una situazione complessa con "crescenti incertezze esterne".

Diffuso anche il dato sulla produzione industriale, che a giugno ha registrato una crescita annua del 6,3% dopo il 5% di maggio (+5,2% il consensus). Secondo questa analisi l'economia "è cresciuta in modo ragionevole nella prima metà del 2019, ma si troverà di fronte a una nuova pressione negativa". Il 6,2% di aumento del Pil, passo più lento da 27 anni, vale a dire da quando la Cina ha cominciato a pubblicare le sue statistiche macroeconomiche, fa prevedere ora un ulteriore stimolo per l'economia cinese.