Putin, colloquio di un'ora con Papa Francesco

Putin, colloquio di un'ora con Papa Francesco

Il leader del Cremlino, atterrato mezz'ora dopo l'orario indicato sulla tabella di marcia, arriva in Vaticano per l'incontro con il Pontefice quasi un'ora dopo l'orario previsto. È la terza volta che il Papa e Putin si incontrano in Vaticano, e tutte e tre le volte si sono caratterizzate per un cospicuo ritardo da parte dell'ospite. "Nel prosieguo della conversazione - conclude il comunicato - ci si è soffermati sulla questione ecologica e su alcune tematiche dell'attualità internazionale, con particolare riferimento alla Siria, all'Ucraina e al Venezuela".

A dare notizia del colloquio e dei suoi argomenti è stato il direttore della sala stampa vaticana, Gisotti: "C'è stato un colloquio di sincera e gioiosa soddisfazione". Il cerimoniale allo sbarco, si è svolto in maniera molto veloce, con Putin che ha salutato cordialmente i presenti per poi salire a bordo della limousine presidenziale.

"La questione della Siria è una questione in atto dal 2013, quando iniziarono anche i colloqui con il Vaticano per il proseguimento dei trattati di pace in quelle zone". Il faccia a faccia tra il Papa e Putin è iniziato poco dopo le 14.20 ed è durato 45 minuti. A riferirlo, il "pool" di giornalisti ammessi a seguire l'udienza, che ha reso noto che il Santo Padre ha donato a Putin un'acquaforte del 1739 raffigurante una veduta di San Pietro: "Così non ti dimentichi di Roma", ha detto Francesco rivolgendosi al presidente russo, a cui ha consegnato anche la medaglia del sesto anno di pontificato, simbolo di pace.

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Prima di iniziare il colloquio, i due, seduti l'uno davanti all'altro alla scrivania papale, non scambiano battute ma solo qualche sorriso in attesa che i fotografi e gli operatori concludessero il loro lavoro e uscissero dalla stanza.

Il presidente russo ribadisce la sua linea di sostegno al dialogo con Al-Serraj, da una parte, e con il generale Haftar dall'altra: "Noi dobbiamo unire i nostri sforzi anche con gli amici italiani per ristabilire il dialogo fra le parti in conflitto e ristabilire il funzionamento delle istituzioni internazionali". Quello della Libia, spiega il premier "è un dossier strategico per l'Italia, un dossier che seguiamo costantemente" e con Putin "si è convenuto sul punto che l'opzione militare non porta da nessuna parte, genera violenza, instabilità e prelude a crisi umanitarie di difficile gestione".

"Sono state poi affrontate alcune questioni di rilievo per la vita della Chiesa cattolica in Russia", prosegue la nota, senza tuttavia entrare nel dettaglio di tali questioni. Tra gli omaggi anche una icona che raffigura San Pietro e Paolo. I rapporti sono stati interrotti per mille anni, le due Chiese non sono psicologicamente pronte per questo passo.

E' sulla Libia che si registra un ammorbidimento della posizione di Putin.

La serata di Putin però non si concluderà prima di un incontro "puramente privato" con Berlusconi, al quale lo lega un rapporto di amicizia ormai più che decennale: il Cremlino ricorda infatti che i due "sono in contatto continuo, si parlano al telefono, spesso Berlusconi viene in Russia, una continuazione di contatti amichevoli e informali".