Putin atterra a Roma: breve visita e città blindata

Putin atterra a Roma: breve visita e città blindata

Roma blindata e sgombrata dai rifiuti ha accolto il 4 luglio Vladimir Putin per una visita lampo di meno di dodici ore in Italia.

Subito dopo l'atterraggio a Fiumicino, Putin è atteso in Vaticano da Papa Francesco. Mattarella ha sottolineato l'importanza della stabilità libica per l'Italia e per l'Europa.

Per l'Italia c'è la necessità che riprenda il lavoro dell'inviato Onu, ha aggiunto il Capo dello Stato. Sul tavolo della discussione anche il Venezuela. Terza tappa della giornata romana, Palazzo Chigi.

"Grazie per il tempo che mi hai dedicato". Nel cortile d'onore sono risuonati gli inni nazionali dei due Paesi mentre veniva issata sul Torrino del Quirinale la Bandiera della Federazione russa.

L'incontro ta Putin e Conte aveva in agenda alla Farnesina il Forum di dialogo della società civile, istituto nel 2004.

Ha fatto eco Putin: "E' stata la Nato a distruggere lo Stato libico", non rinunciando a sostenere Haftar: "Appoggiamo i rapporti sia con Sarraj che con Haftar". Corteo di auto che, come racconta l'Ansa, ha impiegato 2,30 per attraversare la centralissima (e grandissima) piazza Venezia. E altri grandi nomi, tra cui ovviamente i politici: il ministro degli Esteri Sergej Lavrov e quelli del Commercio, dell'Energia, della Cultura e della Sanità.

"Questo dice molto. Parla delle nostre profonde radici spirituali comuni", ha detto Putin. "Bisogna far sì che sia stabilito il regime del cessate il fuoco, bisogna ristabilire il processo politico con lo scopo finale di evitare la scissione del Paese". Il divieto di ingresso, scattato a seguito delle sanzioni imposte dall'Unione Europea alla Russia per la guerra in Crimea, ha colpito numerosi prodotti agroalimentari provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia, Norvegia e Ue, causando una perdita di oltre un miliardo di euro in cinque anni per l'Italia. L'affermazione del presidente russo Vladimir Putin in chiusura della conferenza stampa congiunta con il premier Conte. Considerando gli scambi di strette di mano, le parole affabili ed i sorrisi scambiati dai due leader, sembra proprio che il presidente Conte sia riuscito a far breccia nel cuore di Putin, il quale non ha mai smesso di considerare Roma il principale e più amichevole interlocutore della Russia all'interno delle istituzioni europee e delle strutture atlantiche. Aveva lasciato in ritardo il Quirinale, dopo l'incontro con il presidente Sergio Mattarella, dove dalle due parti è tato ribadito che "i rapporti bilaterali sono ottimi" nonostante il raffreddamento delle relazioni tra la Federazione e l'Occidente, dovuta alle diverse valutazioni sull'Ucraina. Le direttive del governo gialloverde in materia di relazioni diplomatiche con Mosca erano ben chiare: riallacciare il rapporto con il Cremlino valutandolo come partner ineludibile nella scacchiera mondiale.