Parte anagrafe vaccini,non servono certificati a scuolaCade la scadenza del 10 luglio

Parte anagrafe vaccini,non servono certificati a scuolaCade la scadenza del 10 luglio

L'anagrafe vaccinale è pienamente attiva e quindi non c'è più l'obbligo di presentare entro il 10 luglio i certificati di avvenute vaccinazioni per le iscrizioni a scuola.

Una novità molto interessante che elimina l'obbligo per i genitori di presentare i certificati in merito al vaccino sui bambini, direttamente a scuola. Questo non significa che cadrà l'obbligo.

È bene sottolineare che le situazioni irregolari dei genitori che non hanno sottoposto i figli alle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica verranno in pratica dalle Aziende sanitarie locali alle scuole, le quali provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori.

Il succitato articolo 3 bis disciplina la cosiddetta procedura semplificata, introdotta dalla legge a partire dall'a.s. 2019/20. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha istituito l'anagrafe nazionale con decreto ministeriale del 18 settembre 2018. Questi ultimi avranno a loro volta dieci giorni di tempo per portarli a scuola.

L'accesso in classe non sarà invece precluso per bambini e ragazzi nella fascia d'età da 6 a 16 anni.

Ma per tutti gli alunni, qualora i genitori dovessero rifiutarsi ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, scatteranno le sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenza e tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. In attesa che venga approvato il nuovo provvedimento sui vaccini, all'esame in Parlamento e che prevedrebbe il cosiddetto 'obbligo vaccinale flessibile' (la vaccinazione resterebbe obbligatoria solo "in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo"), resta dunque in vigore la legge Lorenzin: prevede l'obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all'asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.