Fi: Biancofiore, 'Toti passi dalla parolocrazia alla fattocrazia'

Fi: Biancofiore, 'Toti passi dalla parolocrazia alla fattocrazia'

"Il centrodestra vince tutto, ma con i muscoli della Lega - ha aggiunto -, non per la forza di Forza Italia".

Quindi il momento più atteso, l'intervento del presidente della Regione Liguria, che "ha negato la volontà di una spaccatura con l'attuale Forza Italia", almeno ufficialmente, salvo poi "ufficializzare l'intenzione di fare le primarie a ottobre" e chiedendo pubblicamente a Silvio Berlusconi "di permettergli di costruire la Terza Repubblica". A cominciare dal diretto interessato, accolto da una vera e propria ovazione cui ha risposto con una frase molto poco berlusconiana, intrisa com'è di amore per la politica: "La politica è passione, non permetteremo a nessuno di uccidere questa passione". Iniziativa che, pero', non preoccupa l'ex Cavaliere, tanto da rifugiarsi nel suo buen retiro in Sardegna per guardare da lontano, con ostentato distacco, alle faccende romane. Credo di sì - sottolinea - e credo che lo si possa fare solo con un grande movimento dal basso. Intanto martedi' partira' il Tavolo delle regole (senza Berlusconi) per il Congresso. E spara le slides by Enzo Risso che segna il nuovo corso del partito non partito, lanciando in platea le analisi socio-economiche sui desideri che prendono il posto dei sondaggi-foto istantanee che spinsero il ventennio berlusconiano. "Dobbiamo dare risposte al cambiamento e rimboccarci le maniche". A Toti va riconosciuto di essere stato il precursore secondo cui Berlusconi è un padreterno, ma va individuato un nuovo leader che, a mio avviso, deve essere uomo perchè Forza Italia è un partito maschilista. Non siamo nemmeno qui per dividere nessuno, ma anzi per riunire il centrodestra.

Lo spiega bene Esposito: "Dalle elezioni del 4 marzo 2018, è la prima volta che un dirigente di Forza Italia, e nello specifico un coordinatore nazionale, invita tutto il nostro gruppo a partecipare a una manifestazione".

E ancora su Forza Italia e sul suo futuro: "In dieci anni siamo passati dal 40% al 6%". Al fianco di Mara forzisti come Roberto Occhiuto, Paolo Russo (che alle europee hanno spinto per una sua candidatura da capolista) e Jole Santelli. "Toti -aggiunge- passi dalla parolocrazia alla fattocrazia o non è credibile anche quando dice cose giuste tipo il trionfo del merito, perché è una strada che lui non ha seguito". Tra i più duri Massimo Mallegni, Giuseppe Moles e Ugo Cappellacci. Oltre a Toti e Carfagna, si ritroveranno le capigruppo di Senato e Camera, Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, e il vicepresidente del partito, Antonio Tajani. Sono certa che ci rendiamo conto del danno che causano sia dichiarazioni inutilmente provocatorie, sia il boicottaggio strisciante della fase di rinnovamento aperta da Silvio Berlusconi.