Dazi, Trump minaccia l’Europa: a rischio molti prodotti Made in Italy

Dazi, Trump minaccia l’Europa: a rischio molti prodotti Made in Italy

Gli Stati Uniti minacciano tariffe commerciali su prodotti dell'Unione europea per ulteriori 4 miliardi di dollari. Ora Washington alza nuovamente il tiro e afferma che sono allo studio nuovi dazi contro vari prodotti europei fra cui "formaggi di tipo italiano di latte di mucca", "romano, reggiano, provolone, provoletti, sbrinz", ma anche pasta, olive, ciliegie, caffè, prodotti di carne di maiale, pere, pesche, whisky, formaggi olandesi e francesi. Va quindi ad aumentare il numero di prodotti già indicati in aprile per un valore di 21 miliardi di dollari. Da qui l'allarme delle associazioni di categoria.

Oltre la metà dei prodotti agroalimentari Made in Italy negli Stati Uniti rischia di essere colpito dai dazi annunciati dall'amministrazione Trump.

Il "cessate il fuoco" tra Stati Uniti e Cina, scaturito a margine del recente G20 di Osaka, è stato in realtà un compromesso minimo che consente di riavviare le discussioni senza tuttavia affrontare alcune questioni sostanziali come il trasferimento tecnologico o la proprietà intellettuale.

Nello specifico Coldiretti segnala che "il Parmigiano e il Grana, che vedono nell'America il secondo mercato di riferimento, dopo la Germania, valgono 149 milioni di euro di export negli Usa nel 2018, con un crescita di oltre il 35% nel primo trimestre di quest'anno".

Preoccupato anche il presidente di Confagri, Massimiliano Giansanti, il quale auspica la via del dialogo bilaterale "per evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva anche per l'Italia". "A pagare il conto più salato è il Made in Italy agroalimentare: vini, formaggi, salumi, olio extra vergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua". Tutto è legato alla disputa sugli aiuti pubblici ad Airbus: il World Trade Organization (l'Organizzazione mondiale del commercio) deve pronunciarsi entro l'estate sulla congruità dei dazi punitivi americani. "Io non penso che sia oltraggioso, però certamente è uno spreco di denaro", ammette Jon Struble, diplomatico in pensione.

Si tratta di una plateale ritorsione per i sussidi europei ai velivoli commerciali.