Indonesia, oltre 1.300 morti dopo terremoto e tsunami: 131 dispersi

Indonesia, oltre 1.300 morti dopo terremoto e tsunami: 131 dispersi

Questo renderebbe la situazione, già di per sé drammatica, una catastrofe ancora più grande di quello che si poteva pensare in precedenza.

Ma, al momento, non ci sono segnalazioni di danni a persone e cose, né allerta tsunami.

Varie polemiche stanno susseguendosi, perché l'allarme tsunami era stato inizialmente revocato dalle autorità, per poi essere diramato nuovamente - in ritardo - per la diffusione di moltissimi video che mostravano le onde sulle zone costiere.

Servono tende, medicine, coperte e altro personale medico.

Ma i soccorsi vanno a rilento. Con l'aeroporto danneggiato dal sisma, gli aerei da trasporto Hercules e gli elicotteri hanno un'operatività limitata. A quattro giorni dallo tsunami ci sono ancora aree isolate che non è stato possibile raggiungere. "Dedichi attenzione a Donggala, signor Jokowi!", si è visto gridare un residente - rivolgendosi al presidente indonesiano Joko "Jokowi" Widodo - in un filmato diffuso da una rete locale.

Lo tsunami ha seguito un forte terremoto, che ha fatto crollare edifici e spinto gli abitanti alla fuga in luoghi sopraelevati. Inoltre, la forma 'allungata' della baia di Palu potrebbe aver amplificato l'effetto distruttivo dello tsunami, trasformando un paradiso terrestre in un cumulo di macerie. Gli ultimi dati parlano di circa 400 morti solo a Palu, ma non si hanno ancora dati ufficiali da Donggala. Il bilancio delle vittime accertate è salito a 1.347 morti, secondo il nuovo aggiornamento dell'agenzia di protezione civile indonesiana.

L'Indonesia risiede esattamente sopra la cosiddetta "Cintura di Fuoco", una fascia di migliaia di chilometri fortemente soggetta a terremoti ed eruzioni vulcaniche, causati del fenomeno geologico della "subduzione": quando le placche continentali scorrono sopra le placche oceaniche, trascinandole all'interno del mantello incandescente. L'aereo, almeno, è decollato in sicurezza.