Mafia, azzerato il clan mafioso di Menfi: sette arresti

Mafia, azzerato il clan mafioso di Menfi: sette arresti

L'indagine, che segue di poco la recente vasta operazione antimafia convenzionalmente denominata "Montagna" che ha già colpito tre mandamenti agrigentini e 16 clan ad essi collegate, ha di fatto azzerato la famiglia mafiosa operante nel territorio di Menfi (AG).

Ad eseguire il blitz 100 Carabinieri con l'ausilio di unità cinofile [VIDEO] e di metal detector per la ricerca di armi e droghe.

I militari attraverso una fitta rete di pedinamenti ed intercettazioni sono riusciti a documentare come gli indagati siano riusciti a riorganizzare la famiglia mafiosa e le loro attività illecite.

L'inchiesta odierna è iniziata nel 2014. Gli indagati erano cauti: temevano di essere intercettati e avrebbero, perfino, chiesto a delle officine meccaniche compiacenti di eliminare microspie sulle auto da loro utilizzate.

Tutto ebbe inizio nel novembre del 2016 quando arrivò la conferma, che il bracciante agricolo Vito Bucceri ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Menfi iniziò a collaborare con gli inquirenti.

MONOPOLIO DEI GIOCHI Ottenuta l'investitura, la rinata cosca di Menfi ha ripreso il controllo del territorio, iniziando dal business dell'imposizione dei video poker e delle slot machine negli esercizi commerciali della localita' rivierasca. Emblematica è la conversazione in cui gli indagati affermano: "Ci dobbiamo mettere con le macchinette e ce li prendiamo noialtri i soldi!".

Gli incontri avvenivano solo in luoghi isolati e insoliti. Tra i destinatari dei provvedimenti c'è anche il medico di base Pellegrino Scirica, che avrebbe messo a disposizione il proprio ambulatorio per organizzare gli incontro tra i presunti mafiosi. Questi, oltre a veicolare le informazioni all'interno dell'organizzazione, e' spesso intervenuto nella gestione degli affari dell'associazione, incontrando persino, in una circostanza, il capomafia Leo Sutera.

Tra gli elementi apicali coinvolti nell'indagine, risulta esservi anche Domenico Friscia, personaggio di spicco della famiglia di Sciacca, che si sarebbe anche attivato per procurare armi da fuoco da tenere nella disponibilità dell'organizzazione. Tutti gli arrestati di oggi, a luglio 2016, erano stati già fermati su disposizione della Dda di Palermo perché indiziati di delitto.