M5S: Pd attacca Di Maio su "rimborsopoli" Strasburgo

M5S: Pd attacca Di Maio su

Le proposte annunciate hanno preso spunto dall'inchiesta realizzata da Millenium, il settimanale del Fatto Quotidiano, sul funzionamento del registro delle lobby della Camera che, secondo Di Maio, "è un colabrodo, il che dimostra come tutti i proclami di questa legislatura sono stati fumo negli occhi".

Mirabelli: Rimborsopoli per i pentastellati, come la mettiamo?

"Gli segnaliamo, nel frattempo, che in Francia nei mesi scorsi, per una vicenda simile si dimisero tre ministri dell'attuale governo" commenta il senatore dem Stefano Esposito. "La campagna elettorale non si baserà solo sui programmi ma si baserà su chi la finanzia, ed è assurdo che nella legge che doveva abolire il finanziamento pubblico ai partiti si dica che sotto i 5mila euro non c'è bisogno di trasparenza".

"Ecco la svolta 'europeista' di Di Maio - attacca un altro esponente Pd, Michele Anzaldi - far pagare a Bruxelles con i soldi dei cittadini la sua collaboratrice per la comunicazione".

Per il vicepresidente della Camera, tuttavia, il problema non è "il meccanismo dei portatori di interessi, che vogliamo tutelare e che può essere anche il lobbista della piccola e media impresa, ma il meccanismo delle tangenti, di cui i partiti sono ancora dipendenti".

A stretto giro arriva la smentita di Efdd, gruppo che riunisce M5s e Ukip al Parlamento europeo.

La missione incriminata, spiega una nota, "è stata rimborsata in maniera del tutto volontaria da Belotti, poiché in concomitanza con un evento di chiusura campagna a cui ha partecipato a titolo volontario. Peraltro risale a giugno 2017, nulla a che vedere con la campagna di Di Maio".