Intesa SanPaolo si conferma al top: profitti oltre le attese

Intesa SanPaolo si conferma al top: profitti oltre le attese

In una giornata di forti vendite sui mercati a cui non fa eccezione Milano, Intesa Sp guadagna circa due punti percentuali. Intesa infatti ha iniziato la seduta in flessione del 3% a Piazza Affari, prima di ridurre le perdite intorno allo 0,5%. "Nel 2018 pensiamo che la combinazione tra la crescita dei proventi operativi e il calo dei costi può potare a un aumento del margine operativo". Il 2017 si è caratterizzato per esportazioni in forte crescita sia nei nuovi mercati, che nei mercati maturi. Per l'amministratore delegato del gruppo bancario si tratta di "un ottimo segnale anche per l'economia italiana". Messina ha poi annunciato che nel corso dell'anno in corso si continuerà ad investire molto nelle persone e nella loro formazione, oltre che nella digitalizzazione. Ha aperto così la conference call di presentazione dei conti 2017 e del nuovo piano d'impresa al 2021.

Profitti per 3,8 miliardi di euro (a fronte dei 3,1 miliardi del 2016), di cui 3,4 verranno distribuiti agli azionisti come dividendo. L'utile è pari a 3,8 miliardi escludendo il contributo pubblico cash da 3,5 miliardi a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall'acquisizione degli asset della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.

Contabilizzando anche i soldi del Tesoro, l'utile netto contabile è stato di 7,3 miliardi. Lo scorso anno i proventi operativi netti sono stati pari a 17,177 miliardi (+1,2% sul 2016), mentre i costi operativi hanno toccato 8,739 miliardi, +0,4% sul 2016. Utile netto a 639,3 milioni di euro.

Calo dei costi nel 2021 vs 2017 e cost/income ratio al 45,4% nel 2021. Il Rote è visto in aumento al 14,6% dal 9,3%, con un Roe al 12,4% (dal 7,9%). In ogni caso lo sviluppo nella gestione del risparmio, si legge in una nota, farà aumentare le masse gestite di Eurizon, la società di asset management di Intesa, a circa 400 miliardi di euro nel 2021, dai 314 miliardi nel 2017.

Le linee strategiche prevedono di dimezzare i crediti deteriorati lordi nel 2021 a 26,4 miliardi, da 52,1 miliardi nel 2017, e a 12,1 miliardi al netto delle rettifiche, dai 22,5 miliardi.

Incidenza dei crediti deteriorati sui crediti a clientela totali nel 2021 al 6% al lordo delle rettifiche e al 2,9% al netto. Attese in calo anche le rettifiche nette su crediti a 1,8 miliardi nel 2021 dai 3,3 miliardi del 2017.

Sul delicato fronte dei non performing loan, il gruppo conferma i progetti già annunciati per la propria piattaforma di recupero crediti. Nel dettaglio, spiega una nota, la piattaforma di servicing sarà conferita a una newco "comprendente attività di recupero (per il credito ordinario e per il leasing) e Re.O.Co". La piattaforma, in precedenza, sarà rafforzata "con investimenti nella qualità dei dati e nei sistemi informativi", con 30 milioni di investimenti in information technology e più persone. Sarà poi possibile "una partnership con un operatore industriale per migliorare la performance nei recuperi adottando le migliori pratiche internazionali".

Infine il cda presieduto da Gian Maria Pietro Gros ha deciso di proporre all'assemblea dei soci la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio della banca in azioni ordinarie. Inoltre, per quanto riguarda i requisiti patrimoniali fissati dalla normativa di vigilanza, si evidenzia che il valore nominale delle azioni di risparmio - diversamente da quello delle azioni ordinarie - non viene computato nel Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1), ma viene incluso nel Capitale Aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1).