Facebook: tempi di permanenza degli utenti in calo

Facebook: tempi di permanenza degli utenti in calo

0 milioni di ore al giorno in meno: è la quota di tempo che gli utenti hanno sottratto nell'ultimo anno a Facebook.

L'uso di Facebook sta scemando davvero? E non poche critiche sono piovute negli anni addosso all'azienda proprio per quanto riguarda la mancata o scarsa trasparenza con cui avrebbe comunicato le sue politiche di privacy su Facebook.

Si tratta di una priorità dopo un 2017 definito "forte ma anche difficile", ha spiegato Zuckerberg in riferimento alle polemiche esplose in usa per la circolazione di fake news e pubblicità finanziate dalla russia. Non solo. Il ceo ha voluto che gli investitori sentissero direttamente da lui che "proteggere la nostra comunità è più importante della massimizzazione dei nostri profitti", che verranno condizionati negativamente dai pesanti investimenti diretti alla sicurezza. Questo è un declino senza precedenti per Facebook che non ha fatto altro che crescere dal suo lancio, nel 2004. Soprattutto le risposte alla prima domanda potrebbero essere utili, così, agli utenti più preoccupati per la loro privacy su Facebook. "Lo stiamo facendo incoraggiando le connessioni significative tra le persone piuttosto che il consumo passivo dei contenuti".

Zuckerberg ha anche sottolineato che Instagram e WhatsApp sono i prodotti di condivisione di storie più popolari, rispettivamente n. 1 e n. 2.

Per cosa vengono utilizzate informazioni come queste?

Nonostante i cambi di algoritmo del "News Feed", non ci sono state ripercussioni sulle performance di Facebbok.

Oltre le attese sia gli utili per azione che il fatturato. Perché a un utente viene mostrata un'inserzione e non un'altra e come (e se) l'utente può scegliere quale inserzioni vedere sono, del resto, interrogativi tra i più comuni per chi utilizzi quotidianamente Facebook. In buona sostanza, quello che si sta verificando adesso.

Negli ultimi mesi il tempo che le persone trascorrono su Facebook è diminuito. Con ogni probabilità, si tratta di una forma di tutela che dal social hanno assunto in vista dell'entrata in vigore, a maggio 2018, della General Data Protection Regulation (GDPR), il primo provvedimento sistemico che dovrebbe prevedere multe anche molto salate (fino al 4% del fatturati) per chi non rispetta le previsioni in materia di trattamento dei dati personali.