Facebook, scatta il divieto per le pubblicità sulle criptovalute

Facebook, scatta il divieto per le pubblicità sulle criptovalute

Dopo avervi mostrato la rivoluzione in atto per quanto riguarda il News Feed e il nuovo tool dedicato ai gamers, vi comunichiamo che Facebook si è schierato assolutamente contro le pubblicità sulle criptovalute.

Un club dilettantistico turco ha concluso quello che, secondo il suo presidente, rappresenta il primo acquisto di un giocatore con la criptovaluta.

Tra quelli negativi i manager di Facebook hanno evidentemente annoverato tutte quelle pubblicità di servizi, offerte e investimenti al limite della truffa (scam, truffa, è termine usato nel comunicato) che sono proliferati assieme al successo di bitcoin e delle altre criptovalute. La nuova politica appena varata proibisce in modo specifico gli annunci che promuovono questi tipi di prodotti e servizi "che sono spesso associati a pratiche ingannevoli o poco chiare", ha scritto oggi il direttore di gestione dei prodotti di Facebook Rob Leathern in un post sul blog. Era dal dicembre del 2013 che non si registrava una simile performance mensile negativa. Per ora la messa al bando sembra generalizzata.

Fra l'altro, è curioso notare che l'azienda ha due membri del consiglio di amministrazione - Peter Thiel e Marc Andreessen - che possiedono società che hanno sostenuto pesantemente la criptovaluta.

Facebook chiude le porte alle cryptocurrencies, Bitcoin compresi, e alle Ico, Initial Coin Offering.

Flavia Scicchitano Pagare l'avvocato in moneta digitale utilizzando le criptovalute per sostenere le spese legali. Ma molte realtà si sono rivelate scam e hanno mandato in bancarotta gli ignari investitori.

Si prevede che l'ampia portata di questa decisione andrà contro anche agli inserzionisti legittimi, almeno fino a quando Facebook potrà perfezionare i propri standard.

Si tratta delle prime mosse prese dalla nuova unità cyber della Sec, nata a settembre per concentrarsi su comportamenti scorretti nel settore delle ICO e delle tecnologie blockchain (quelle basate su un registro distribuito come Bitcoin), oltre che su possibili attacchi informatici alle piattaforme di trading e sulle campagne di disinformazione online in campo finanziario.