Amazon brevetta un braccialetto elettronico per controllare i dipendenti e la merce

Amazon brevetta un braccialetto elettronico per controllare i dipendenti e la merce

Un concetto che punta a rendere più rapida la ricerca dei prodotti all'interno degli enormi magazzini, ma che è già stata criticata e definita come l'ennesimo passo per rendere i propri dipendenti dei veri e propri automi in grado di compiere rapidamente un lavoro ripetitivo.

La nuova strategia in ambito lavorativo lanciata da Amazon, in nome 'forse' di un'efficienza portata un po' troppo all'estremo, anche se non sarebbe entrata ancora in vigore, starebbe già scatenando notevoli polemiche in vari ambiti.

Un chiaro riferimento a quanto fatto di recente da Amazon, che nel nostro paese non sta certo attraversando un periodo positivo, soprattutto dopo gli scioperi e le polemiche del Black Friday che avevano messo sul piede di guerra le associazioni dei lavoratori. I braccialetti sarebbero anche in grado di inviare ai polsi dei lavoratori delle vibrazioni per indicare eventuali errori. "Non rilasciamo commenti relativamente ai brevetti". La sicurezza e il benessere dei nostri dipendenti sono la nostra priorità.

Amazon brevetta un braccialetto elettronico per controllare i dipendenti e la merce
Amazon brevetta un braccialetto elettronico per controllare i dipendenti e la merce

L'uso del braccialetto permetterebbe si ad Amazon di sveltire le consegne, ma trasformerebbe gli uomini in supermacchine controllate. "Ne penso tutto il male possibile", commenta il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

"In Italia, ci sono norme che limitano i poteri di controllo dei datori di lavoro mediante strumenti digitali ed elettronici" sottolinea a Labitalia Giampiero Proia, professore ordinario di Diritto del Lavoro all'Università Roma Tre. "Se un'azienda intende utilizzare uno strumento con queste caratteristiche deve farlo nel rispetto della legge: ossia avere l'accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l'autorizzazione al ministero". Nonostante l'incontro fra l'allora ministro del lavoro Poletti e alcuni rappresentanti dell'azienda, la trattativa è ancora in alto mare, e non sembra aver imboccato la via di una soddisfacente risoluzione.

"Io dico con forza che prima di ogni cosa ci deve sempre essere la dignità del lavoratore e i suoi diritti, tutelati senza ambiguità dalle regole e dalle leggi", sostiene il vicesegretario del Partito Democratico, Maurizio Martina. Il ministro ha inoltre confermato che domani mattina incontrerà i vertici di Amazon Italia e che si tratta di un incontro "convenuto da tempo" sulle condizioni di lavoro negli stabilimenti italiani.