A processo Salah Abdeslam, il terrorista di Parigi Video

A processo Salah Abdeslam, il terrorista di Parigi Video

"Non ho paura di voi né dei vostri alleati, ho fiducia in Allah".

Fu una "volontà omicida" e "premeditata" quella di Salah Abdeslam e dei suoi complici presenti nell'appartamento di rue du Dries a Forest, un "agguato" e non una difesa di fronte alla polizia che stava per perquisire il loro nascondiglio.

Abdeslam, come già fatto al processo a Parigi in cui è accusato di terrorismo e della strage del Bataclan, oggi ha detto che si avvale della facoltà di non rispondere, confermando la linea che ha tenuto finora con gli inquirenti francesi.

Salah Abdeslam, 28 anni, l'unico terrorista sopravvissuto alla strage di Parigi del 13 novembre del 2015, è a Bruxelles per la prima udienza del processo per la sparatoria in Belgio che ha preceduto il suo arresto, il 18 marzo 2016. E' la richiesta avanzata dalla procuratrice federale belga durante la requisitoria al processo contro l'autore degli attentati a Parigi a novembre 2015 in cui morirono 130 persone e degli attacchi a Bruxelles e Zavantem. "Mi è stato chiesto di venire, sono venuto", ha affermato, "c'è un processo e ne sono l'attore, mi si accusa, sono qui, mantengo il silenzio e il mio silenzio non fa di me né un colpevole né un criminale", per questo "ci sono prove tangibili e scientifiche nel dossier e voglio che mi si giudichi su questo", in quanto "i musulmani sono giudicati senza pietà, non c'è presunzione d'innocenza" per loro. E sembra essere ben lontano dall'arrendersi, nonostante quasi due anni di isolamento nella prigione francese di massima sicurezza di Fléury-Merogis. Nella sparatoria che ebbe luogo contestualmente alla fuga, morì il fuggiasco Mohamed Belkaid.

Da quando la polizia arriva all'immobile in rue du Dries allo sfondamento della porta del 'covò trascorrono infatti oltre 10 minuti, ma i tre non scappano subito, organizzano invece quello che avrebbe potuto essere un massacro se non fosse stato - ha detto un'avvocata di parte civile - per la professionalità delle forze dell'ordine. Il magistrato ha chiesto anche una pena di sicurezza, di due terzi in più in virtù della nuova legge antiterrorismo. Non Salah, quindi, ma per Grosjean tutti e tre sono ugualmente "corresponsabili". Toccherà quindi all'avvocato di Salah, il fiammingo Sven Mary, rispondere al suo posto.