Politiche: ecco la guida su come si vota

Politiche: ecco la guida su come si vota

Sembra una legge elettorale figlia di nessuno.

L'assegnazione di 232 seggi alla Camera (comprensivi di 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) e di 116 seggi al Senato (comprensivi di 1 collegio in Valle d'Aosta e 6 collegi in Trentino Alto-Adige) è effettuata in collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. A fianco dei simboli delle liste sono riportati i candidati nel collegio plurinominale. I partiti infatti si possono presentare da soli o riuniti in coalizioni. Se una lista non raggiunge il 3% ed è parte di una coalizione, i voti vengono dirottati al partito prevalente all'interno dell'alleanza.

Il voto è unico e non è prevista la possibilità del voto disgiunto. La scheda elettorale è la stessa sia per la Camera che per il Senato. In Lombardia e Lazio gli elettori riceveranno anche una scheda per il voto alle regionali.

Nella scheda è recato il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste per il collegio plurinominale.

Si possono fare al massimo due segni sulla scheda: si può barrare il nome del candidato al collegio uninominale che preferiamo e poi scegliere una delle liste che lo appoggiano. I due segni devono essere fatti nella stessa area: non è possibile scegliere un candidato all'uninominale e un partito di una coalizione diversa da quella di quel candidato. I voti accumulati attraverso l'indicazione del solo candidato uninominale, verranno invece distribuiti proporzionalemnte a quelli ricevuti dalle liste che appoggiano quel candidato nell'uninominale.

Peraltro, questo secondo effetto di blocco aumenta quando alcune liste si presentano in coalizione.

Altra cosa importante: non sono previste le preferenze.

Se tracciate solo un segno su uno dei partiti - votando quindi per la parte proporzionale - il vostro voto sarà esteso anche al candidato sostenuto da quel partito al collegio uninominale. Se invece si barra soltanto la casella del candidato uninominale, la procedura sarà un po' più complessa.

Una lista o un gruppo di liste sostengono un candidato nel collegio uninominale.

Per la scheda elettorale è previsto un tagliando antifrode per le schede elettorali, ossia un tagliando rimovibile con un numero progressivo, che sarà annotato prima che l'elettore entrerà nella cabina per votare.

La soglia di sbarramento del Rosatellum nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato che alla Camera, con l'eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% nella regione di riferimento. Per le coalizioni la soglia sale al 10% ma almeno una lista deve aver superato il 3%. L'assegnazione dei restanti seggi delle circoscrizioni del territorio nazionale (386 e 193, rispettivamente per la Camera e per il Senato) avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento predeterminate dalla medesima legge.

Scegliendo un candidato all'uninominale - o anche solo una delle liste che lo appoggiano -, quel candidato riceverà quindi un voto all'interno di quel collegio. Al termine dello scrutinio, il candidato che ha ricevuto anche solo un voto più dei suoi avversari sarà eletto.

In sintesi, se si vuole dare il voto ad una certa coalizione ma non si vuole allo stesso tempo dare il proprio voto al candidato che quella coalizione ha nominato nel colleggio uninominale, non resta altro da fare che votare per un'altra coalizione.

Su base nazionale, grossomodo ogni lista eleggerà un numero di parlamentari proporzionale ai voti che ha ottenuto, ma la divisone nei collegi è abbastanza complessa. I candidati della lista proporzionale saranno eletti nell'ordine in cui compaiono sulla scheda.

La legge permette le candidature multiple: si potrà essere candidati in un seggio uninominale e in fino a cinque collegi proporzionali.