Ilva di Genova, prosegue la mobilitazione in attesa dell'incontro mercoledì al Mise

Ilva di Genova, prosegue la mobilitazione in attesa dell'incontro mercoledì al Mise

Ponente - "Pacta sunt servanda" e "Fabbrica occupata": questi i due striscioni che hanno aperto il corteo dei lavoratori Ilva di Cornigliano cui hanno aderito soltanto i lavoratori appartamenti alla Fiom Genova mentre la componente rsu di Uilm e Fim è rimasta nello stabilimento.

I lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova, riuniti questa mattina (6 novembre) in assemblea, hanno deciso l'occupazione della fabbrica e il blocco della produzione a oltranza per protestare contro il piano industriale presentato dal gruppo Am Invest Co, che non riconosce l'accordo di programma del 2005 che prevedeva la chiusura degli impianti a caldo in cambio del mantenimento dei livelli occupazionali e salariali.

Mercoledì 8, invece, i lavoratori con tutta probabilità si recheranno sotto la sede della Regione Liguria proprio mentre il presidente Giovanni Toti, insieme con l'assessore Rixi e il sindaco Bucci andranno a Roma per un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico con il ministro Calenda. Quanto accaduto oggi invece rappresenta la solita pantomima della Fiom per mettersi a posto con la propria coscienza che a tutto mira, tranne che alla ricerca di soluzioni per i lavoratori e per il lavoro a Genova. Davanti allo stabilimento Ilva di Cornigliano verrà montata una tenda rossa: "Invitiamo tutti, cittadini e istituzioni a venirci a trovare per difendere Genova e l'accordo di programma" ha detto il segretario della Fiom Bruno Manganaro. "Abbiamo fatto un patto insieme alla città e al governo -ha sottolineato il segretario genovese della Fiom- e chiediamo che venga rispettato". Lo affermano in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil. Ovviamente continuerà a vigilare affinché il negoziato si concluda con il consenso di tutte le parti.