Di Maio: no duello con Renzi,Pd defunto

Di Maio: no duello con Renzi,Pd defunto

Farsa e repliche 06 novembre 2017 - agg. Una disfatta ampiamente annunciata e che non sorprende, soprattutto da quando Pietro Grasso ha rinunciato alla propria candidatura quale Presidente della Regione. Lo ha scritto sui social il segretario del Pd, Matteo Renzi, replicando al candidato premier del M5S che ha deciso di annullare il faccia a faccia in tv. E adesso scappi? Un #leader non fugge.

Una scelta, quella di tenere il confronto Renzi-Di Maio a La7 martedì nella trasmissione di Floris, che il direttore di La7, Enrico Mentana aveva commentato come "la migliore possibile". Solo che non ci sono le primarie, e non c'è ancora nessuna coalizione, solo qualche precettato di talento da Giuliano Pisapia a Emma Bonino. Avere accettato la sfida di Di Maio in tv, non significa necessariamente poterla vincere.

"Chi oggi dà per certo il ritorno di Matteo Renzi a Palazzo Chigi la fa troppo facile". Luigi Di Maio non intende più farlo.

Nel suo post su Facebook Di Maio ha affermato che, allo stato attuale, non è neppure sicuro che sia Renzi il candidato premier del centrosinistra, parlando inoltre di una imminente direzione PD in cui verrà messa in discussione la stessa leadership dell'ex sindaco di Firenze.

9 su 10 da parte di 34 recensori Di Maio scarica Renzi: "Pd defunto".

Per quanto riguarda la scuola, il voto siciliano rappresenta un altro segnale forte lanciato contro Matteo Renzi e contro il Partito Democratico: i docenti e gli ATA siciliani non hanno certamente dimenticato quanto accaduto negli ultimi due anni con l'odiata riforma Buona Scuola e con l'algoritmo 'impazzito' della mobilità e la risposta elettorale di ieri lo ha ancora una volta dimostrato se ce ne fosse stato ancora bisogno. "Mi confrontero' con la persona che sara' indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione". Al limite con una sedia vuota. Non tanto quella a Ostia, dove buona parte del deterrente lo ha giocato il commisariamento per mafia della giunta precdente guidata da Tassone, con il candidato Athos De Luca che si è comunque guadagnato una percentuale che, pur risicata, ha consentito il galleggiamento. I due, infatti, saranno intervistati separatamente e in due momenti diversi. Da un duello ad una farsa, lo ripetiamo, visto che mentre il Paese va avanti con crisi e riforme sempre più necessarie, il dibattito politico è legato alle proposte rimangiate dei Cinque Stelle e alle crisi profonde del Partito teoricamente a vocazione maggioritaria.

Per Di Maio non è più Renzi il candidato premier. Portare Renzi nel momento peggiore della carriera politica davanti alle telecamere vorrebbe dire legittimare la sua forza politica, ma questo "errore" strategico il Movimento non lo vuole fare.