La Bce lascia i tassi invariati e conferma il quantitative easing

Invariato anche il tasso marginale a +0,25%.

La BCE, la Banca centrale europea, ha lasciato i tassi di interesse invariati. Il confronto al riguardo potrebbe avvenire in autunno. In questo contesto il programma di quantitative easing andrà avanti fino a quando la Bce non vedrà un sostenuto aumento dell'inflazione. Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, sottolineando che gli acquisti saranno a un ritmo di 60 miliardi al mese almeno fino a dicembre.

Confermato anche il piano di quantitative easing a 60 miliardi di euro mensili, ma la Bce è pronta ad ampliarlo "in termini di entità o durata", nel caso in cui i dati economici del Vecchio Continente diano segni di peggioramento. Per il numero uno della Banca centrale europea "dopo un periodo lungo stiamo finalmente sperimentando" una "ripresa robusta".

Il presidente ha poi ribadito che le politiche della Bce sono stati fondamentali per evitare la deflazione in Europa e per conservare le condizioni finanziarie favorevoli di questi ultimi mesi.

Contemporaneamente, Draghi ha dovuto ammettere in conferenza come non vi siano segnali forti sul fronte dell'inflazione. Sull'inflazione "ancora non ci siamo": la Bce deve essere "tenace, paziente e prudente". È necessario "un sostanziale grado" di politica monetaria accomodante. Una opzione quest'ultima che allontana la prospettiva di un prossimo ritiro del Qe. Come già avvenuto in occasione della riunione del board di giugno, nel comunicato che fa seguito all'annuncio sui tassi non viene fatto riferimento all'eventualità di un taglio del costo del denaro.

Contrastato il comparto petrolifero, in calo Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) (-1,69%) tornato sotto quota 14 euro, finisce in prossimità dei minimi di giornata anche Saipem (EUREX: 577305.EX - notizie) (-0,12%), mentre conserva un risicato segno più Eni (Euronext: ENI.NX - notizie) (+0,15%).