Inquinamento, sequestrati impianti petrolchimici a Siracusa

Inquinamento, sequestrati impianti petrolchimici a Siracusa

Con un provvedimento senza precedenti la procura di Siracusa ha ottenuto dal gip del tribunale aretuseo il sequestro di due impianti del Petrolchimico e l'imposizione di prescrizioni.

La decisione dei magistrati è stata presa in seguito ad un'inchiesta nata da esposti e denunce presentati da cittadini, movimenti ambientalisti ed altri enti relativi alla qualità dell'aria. Un comunicato della Procura chiarisce che il decreto è stato emesso dal Gip su richiesta del pool di tre Pm coordinati dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano, dopo che una perizia ha riscontrato un "significativo contributo al peggioramento della qualità dell'aria dovuto alle emissioni" degli stabilimenti. Queste le prescrizioni. Nei confronti del colosso Esso la Procura ha disposto la riduzione del livello delle emissioni in atmosfera, sino al rispetto dei livelli previsti, per ben 24 punti di emissione. Per quanto riguarda poi nello specifico lo stabilimento Esso, si dovrà diminuire le emissioni degli ossidi di zolfo e degli ossidi di azoto.

Ad eseguire il sequestro il Nictas e la polizia della Procura. Le prescrizioni prevedono un adeguamento delle emissioni "con la copertura delle vasche costituenti l'impianto di trattamento acque".

Per poter riaprire i battenti i tre stabilimenti dovranno effettuare il monitoraggio del tetto di tutti i serbatoi contenenti prodotti volatili o mantenuti in condizioni di temperatura tali da generare emissioni diffuse, oltre a realizzare impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico e adeguare i sistemi di monitoraggio delle emissioni, attraverso l'adozione di sistemi di monitoraggio in continuo, mettendo a disposizione i dati registrati per via telematica all'Arpa di Siracusa. "Si tratta di una prima risposta ai cittadini, su una materia molto complessa". "Ci siamo sempre comportati in aderenza alle autorizzazioni che ci sono state rilasciate - ha invece affermato Claudio Geraci, responsabile risorse umane e relazioni esterne dell'Isab - Il provvedimento ci è stato notificato poche ore fa e stiamo ancora cercando di capire gli elementi che ci vengono contestati e da dove scaturiscono".