Visco: "Il debito è il maggiore freno alla crescita"

Visco:

Trento, 4 giu. (askanews) - I mercati reagiscono sempre alle incertezze sul futuro di un paese. Pur in tempi diversi i due economisti, sulle possibili elezioni anticipate, sono concordi nel dire che è l'incertezza il maggior fattore di rischio per i mercati. Ma domenica alla platea del Festival dell'Economia di Trento un messaggio chiaro Visco lo manda. Il Governatore fa riferimento a un "breve saggio, che si basava su ampie e approfondite ricerche".

"La risalita del rapporto tra il debito e il Pil sopra il cento per cento è dovuta a una crescita mancata", dunque, "non è tanto per una cattiva gestione dei conti pubblici quanto rimettere in moto il processo di crescita". "Si parla pieno che spending review e ideologia si debba lavorare dal volgare e dall'superno, ragione c'è un nodo organizzativo, dobbiamo chiederci uso serve presentemente e uso serve, però mi rendo valutazione le quali è ostico, egli è fino per mezzo di d'Italia, ragione si crede le quali molte mestruazioni le quali si facevano pure a ieri si debbano lavorare fino giammai, però ci si chiede dal momento che si possano avvicendare oppure fare fuori. - ha sentenza anche adesso - è un'energia le quali va qualità, per mezzo di l'appuntamento delle amministrazioni sia a gradino accellerato le quali a gradino principale". "Non credo ci siano ricette magiche - ha sottolineato - e credo ci sia bisogno di un impegno faticoso posta per posta, nel confronto con gli altri paesi". È responsabilità della politica mettere a disposizione "programmi chiari, fondati su fatti veri e giustamente ambiziosi". "Il debito pubblico l'abbiamo fatto noi, il Mezzogiorno ce l'abbiamo noi, la corruzione ce l'abbiamo noi".

"Nel 2015 per sostenere Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara la nostra percezione è che si sarebbe dovuto usare il fondo interbancario".