Trump, da Corte Suprema chiara vittoria

Trump, da Corte Suprema chiara vittoria

Alcune parti del ban, dunque, resteranno in vigore per tutta l'estate.

Il 'Muslim Ban', l'ordine esecutivo che impedisce l'ingresso negli Stati Uniti dei cittadini islamici provenienti dai 6 paesi a maggioranza musulmana, potrebbe presto divenire realtà: dopo una serie di bocciature avvenute in seguito a delle sentenze promulgate da tribunali locali o statali, la Corte Suprema americana ha parzialmente approvato la prima azione politica del governo Trump giudicando lecito il blocco all'ingresso di cittadini musulmani provenienti da Iran, Libia, Somalia, Sudan, Yemen e Siria che sono privi di relazioni familiari o lavorative negli States. Una posizione che i giudici conservatori Clarence Thomas e Samuel Aliton, insieme al giudice nominato da Trump, hanno considerato anche troppo moderata dal momento che volevano revocare del tutto il blocco imposto al bando. Nel frattempo alcune delle disposizioni contenute nel provvedimento possono rientrare in vigore. Il legame con un'azienda o con un ente dovrà essere documentato. Vieta ai cittadini di sei Paesi a maggioranza musulmana di entrare negli Stati Uniti per 90 giorni e ferma per 120 giorni il programma di accoglienza di rifugiati da questi Paesi. Per Amnesty International Usa, "questo bando intollerante non può entrare in vigore: il Congresso deve agire immediatamente e annullarlo una volta per tutte".

Alla notizia il presidente Usa ha affermato che "La decisione unanime di oggi della Corte Suprema è una vittoria chiara per la nostra sicurezza nazionale".

L'associazione per le libertà civili americane, l'American Civili Liberties Union, ha invece commentato così la decisione della Corte Suprema: "Ci vediamo in tribunale". "Come presidente, non posso ammettere nel nostro Paese persone che vogliono danneggiarci", dichiara Trump, aggiungendo che "la mia responsabilità numero uno come comandante in capo è di garantire la sicurezza del popolo americano".