Tortona. Fermata presunta foreign fighter: fu arrestata in Turchia e poi espulsa

Tortona. Fermata presunta foreign fighter: fu arrestata in Turchia e poi espulsa

Ora si trova rinchiusa nel carcere di Torino con l'accusa di terrorismo internazionale in attesa che il gip convalidi l'arresto. A far scattare le indagini coordinate dal procuratore capo di Torino Armando Spataro e dal sostituto Antonio Rinaudo sono stati i familiari, che ne avevano denunciato la scomparsa. Secondo gli investigatori la giovane sarebbe inserita nel gruppo Hayat Tahrir al-Sham, 'Organizzazione per la liberazione del Levante'.

Lara comunicava solo attraverso chat sicure su Telegram, Whatsapp e Facebook. La ragazza era già stata fermata a gennaio al confine tra la Siria e la Turchia dai militari turchi che presidiano il territorio tra la zona in mano all'Isis e le terre sotto il controllo curdo. E spesso faceva da staffetta verso la Turchia per consegnare o acquisire documenti. Lui voleva diventare martire ed era impegnato nella spasmodica ricerca del jihad.

Il marito, Francesco Cascio, sarebbe morto lo scorso 26 dicembre durante una non meglio precisata "irruzione armata" in un campo di addestramento in Siria. A confermare la morte dell'uomo sarebbe un'intercettazione nella quale la donna parlava del decesso del marito, oltre che il fatto che dal viaggio in Siria lei tornò da sola. Gli uomini della Digos di Alessandria, in collaborazione con i colleghi di Torino, non l'hanno persa di vista un attimo per ricostruire la sua rete in Piemonte ed eventuali collegamenti con cellule terroristiche in altre regioni.

Gli inquirenti hanno acquisito diverso materiale sulla donna e ora dovranno cercare di capire quale fosse esattamente il suo ruolo sul territorio italiano e quale nello scacchiere dello Stato Islamico: l'ipotesi più accreditata al momento è che abbia svolto compiti da staffettista, fornendo "sostegno ale famiglie dei combattenti del gruppo rimasti uccisi e accompagnando il leader della milizia Abu Mounir". "La ricordo girare con il velo, una cosa che all'epoca destava molto scalpore - dice il primo cittadino - Siamo una piccola comunità e, anche se allora non c'erano le preoccupazioni di oggi, era strano vedere una nostra concittadina vestita come una musulmana".

Stiamo parlando di Lara Bombonati, 26enne, radicalizzata, desiderosa di combattere sul fronte siriano. "Quando certe cose ti capitano in casa - conclude - fa ancora più male".