Tar accoglie ricorso Campidoglio: stop a Parco archeologico del Colosseo

Tar accoglie ricorso Campidoglio: stop a Parco archeologico del Colosseo

Una seconda sentenza accolta riguarda il ricorso sullo stesso argomento presentato dal sindacato Uilpa-Bact. "L'ennesima brutta figura che si sarebbe potuta evitare".

Verrà preso in esame il prossimo 24 ottobre il ricorso presentato dal Comune di Terni contro il rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale per l'impianto di Terni Biomassa. Il Campidoglio aveva chiesto al Tar l'annullamento del decreto perché l'istituzione del Parco era "lesiva degli interessi di Roma Capitale" in quanto i ricavi della bigliettazione avrebbero portato nelle casse del nuovo ente circa 40 milioni di euro, che prima andavano per l'80% alla Soprintendenza capitolina. Non ho parole, ed è meglio...", aveva commentato Franceschini, annunciando subito un ricorso al Consiglio di Stato (il 15 giugno decide sulla richiesta di sospensiva): "Sono un avvocato ed un uomo politico con una certa esperienza - aveva tuonato il ministro - quindi so bene che le sentenze vanno contrastate nelle sedi proprie giurisdizionali e vanno rispettate. "Fatico però a capire perché 31 Musei e Parchi Archeologici autonomi, dagli Uffizi a Pompei, vadano bene e il 32esimo, il Parco del Colosseo, giuridicamente identico a tutti gli altri, invece no". E ancora: "Si deve infatti considerare che gli incassi del Colosseo erano destinati alla Soprintendenza per l'archeologia di tutto il Comune di Roma e, poi, alla area interna alle mura aureliane, oltre ai siti esterni a tale area espressamente individuati nel decreto del 9 aprile 2016".

Esulta la prima cittadina della Capitale, Virginia Raggi, che "cinguetta": "Hanno vinto i cittadini. Sconfitto tentativo Governo. Roma resta di tutti".

Il provvedimento avviene all'indomani della bocciatura, da parte dello stesso tribunale amministrativo, della nomina dei direttori stranieri dei musei italiani, voluta dallo stesso Dario Franceschini nel 2015.

A deciderlo sono stati i giudici amministrativi della II sezione Quater del tribunale amministrativo regionale.

La conclusione, per il Tar, è che le norme "derogatorie delle disposizioni generali in materia di organizzazione dei pubblici uffici, per cui gli uffici di livello dirigenziale generale sono di competenza del regolamento di organizzazione, non abbiano attribuito al ministro alcun potere di creare un nuovo ufficio dirigenziale generale, come invece avvenuto nel caso di specie con l'istituzione del Parco archeologico del Colosseo".