Scarcerato Boe, tagliò orecchio a Farouk

Scarcerato Boe, tagliò orecchio a Farouk

Alle 10:40 di questa mattina Matteo Boe è uscito dal carcere di Opera dove ha scontato 25 anni di detenzione.

Matteo Boe ha figurato a lungo tra i 200 ricercati più pericolosi d'Italia.

Ad attendere Boe una Fiat 500 L grigio scuro, alla cui guida c'era una donna. All'auto è stato consentito di accedere al parcheggio riservato antistante il carcere. Per il sequestro di Farouk, ma anche per quelli della studentessa Sara Niccoli e dell'imprenditore romano Giulio De Angelis, rapiti nel 1983 e nel 1988, Boe era stato condannato a 30 anni che grazie a una riduzione della pena per buona condotta, si sono ridotti di cinque anni. Boe, che mostrava una lunga barba grigia, indossava un basco scuro e una maglietta bianca. Seguendo la sua famiglia, infatti, i gendarmi riuscirono a scoprire dove si nascondeva il bandito sardo, arrestandolo. Primula rossa del banditismo sardo, Boe divenne celebre negli anni '80 per essersi reso protagonista di un'impresa da mai nessuno fu in grado di replicare: evadere dal super carcere dell'Asinara. E sempre da latitante era stato indicato come uno dei principali artefici del rapimento di Farouk Kassam, il bambino di 7 anni figlio del titolare di uno degli alberghi più rinomati della Costa Smeralda, rapito il 15 gennaio del 1992 in casa a Porto Cervo.

Il 25 novembre del 2003 venne uccisa in un agguato la figlia primogenita di Matteo Boe: Luisa Manfredi. Un omicidio che ad oggi rimane ancora senza un colpevole. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.