Ilva, sindacati: migliaia di esuberi "inaccettabili"

Ilva, sindacati: migliaia di esuberi

Agenpress - I sindacati considerano "inaccettabili" 5-6mila esuberi per Ilva, sia da Am Investco (Arcelor Mittal-Marcegaglia) sia da Acciai Italia (Jindal-Arvedi-Cdp-Del Vecchio) che complessivamente prevedono dai 5000-6000 esuberi almeno in una fase iniziale. Secondo quanto riporta una nota congiunta, "in primo luogo non ci sono state spiegate le ragioni per le quali i commissari hanno individuato come migliore l'offerta di AmInvestco, non avendoci presentato una comparazione che illustrasse punto per punto le differenze fra i due piani, sia dal punto di vista della produzione che del risanamento ambientale, degli investimenti e degli aspetti economico-finanziari". Un nuovo incontro tra le parti è in programma per domani, sempre alla sede del ministero per lo Sviluppo economico.

In questo interminabile inverno della rappresentanza sociale italiana, l'atteggiamento assunto ieri dai sindacati sul caso Ilva si aggiunge come ennesima dimostrazione di un ancoraggio a criteri e metodi ancor più sterili che sorpassati. La decisione del Consiglio di fabbrica coincide con l'incontro al Mise in occasione del quale si discuterà dei piani industriali previsti per lo stabilimento di Taranto.

"Non è accettabile che ci sia una riduzione dell'occupazione di questa natura - ha dichiarato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini - l'incontro è stato deludente, non abbiamo capito i motivi per cui è stata scelta una proposta rispetto all'altra". La settimana scorsa i tre commissari dell'Ilva si sono espressi in favore di Am InvestCo, anche se Calenda oggi ha precisato che l'aggiudicazione non è ancora avvenuta. "Un prezzo occupazionale cosi' alto non e' possibile da pagare".

Fonti del Ministero assicurano però che "nessun lavoratore" dell'Ilva "sarà licenziato e/o lasciato privo di protezione" e "tutti i lavoratori non assunti dall'acquirente rimarranno in capo all'amministrazione straordinaria per la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di decontaminazione eseguite dalla procedura". Da sottolineare che la cordata Am Investco prevede un costo medio annuo di 50 mila euro per dipendente (in linea con il livello attuale) nel 2018 (per poi crescere fino a 52 mila negli anni successivi), AcciaItalia di 42 mila euro (-16%) nel 2018 (per poi crescere fino a 45 mila nel 2024). "Faremo cambiare il piano".

L'accordo prevedeva che a fronte della chiusura delle lavorazioni a caldo venissero mantenuti i livelli occupazionali e di reddito. "Taranto è un impianto che se non riesce a produrre 8 milioni di tonnellate l'anno va in default perché non riesce a coprire i costi".