Garlasco: Cassazione, confermata condanna Stasi

Garlasco: Cassazione, confermata condanna Stasi

Questa indagine e' stata archiviata nel giro di poche settimane. È accaduto a me e non ad altri. Stasi, dunque, rimane in carcere. L'iter processuale è stato particolarmente tortuoso, con una condanna ora definitiva a omicidio volontario, solo per 16 anni però, il minimo della pena. Per la difesa alcune testimonianze favorevoli a Stasi sarebbero state tralasciate, nonché alcuni accertamenti. Sentenza annullata dalla Cassazione nel 2013. Secondo il sostituto procuratore generale l'ex fidanzato è il responsabile dell'omicidio della 26enne: "ha simulato il ritrovamento del cadavere", mentre la difesa sostiene che dalla procura arrivano "accuse lombrosiane". Il processo d'appello da rifare.

L'APPELLO 'BIS' - Il 9 aprile 2014 Alberto torna in aula.

Stasi è stato ritenuto colpevole dell´omicidio della Poggi al termine di un lungo iter giudiziario durato anni, che lo aveva visto assolto per due volte e quindi condannato definitivamente in cassazione nel dicembre 2015.

Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, legali della famiglia Poggi, hanno commentato quanto stabilito dalla Cassazione in merito al ricorso straordinario di Stasi: "Il rigetto di quest'ulteriore ricorso conferma come la sentenza di condanna sia stata emessa all'esito di un giusto processo, grazie alle prove schiaccianti faticosamente acquisite dalla Corte di Assise di Appello di Milano". Contro di lui un mosaico di indizi: "le impronte sul dispenser portasapone nel bagno dei Poggi, il Dna trovato sui pedali della bicicletta sequestrata, un alibi che non lo elimina dalla scena del crimine", l'impossibilità di non sporcarsi le scarpe sul pavimento di casa Poggi e, "come l'assassino, calza scarpe numero 42".

Stando al ricorso della difesa si era di fronte a un "gravissimo pregiudizio per i diritti fondamentali" dell'imputato che, secondo la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, "avrebbe avuto diritto, senza ombra di dubbio, quantomeno a un nuovo grado di giudizio ove poter escutere nuovamente nel contraddittorio tutti i soggetti che avevano condotto, in primo grado, alla sua assoluzione". Con il ricorso presentato in Cassazione abbiamo rilevato errori di fatto relativi all'assunzione di prove dichiarative": "così l'avvocato Angelo Giarda, difensore di Stasi, ha spiegato il contenuto del ricorso discusso in Cassazione per ottenere la sospensione della condanna di Stasi che, se il ricorso fosse accolto, "tornerebbe in libertà".