Expo: nuovo avviso di garanzia per il sindaco Sala

Expo: nuovo avviso di garanzia per il sindaco Sala

Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l'Italia e per Milano.

Come ricorda anche il Corriere della Sera, Sala è indagato anche per "falso materiale e ideologico" per la retrodatazione del documento di nomina di due commissari Expo, compiuta per guadagnare tempo prezioso nella procedura di gara per la "Piastra" che altrimenti avrebbe potuto sforare i tempi previsti per la realizzazione, pregiudicando lo svolgimento dell'esposizione. "Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città" ha aggiunto. Proprio nel capitolato di quest'ultima era compresa la fornitura del "verde".

L'inchiesta sugli appalti per l'Expo di Milano.

L'affidamento diretto della fornitura del verde era infatti inserito nell'appalto da 272 milioni sulla piastra, vinto poi da Mantovani. Non averlo fatto avrebbe comportato, secondo l'accusa, una turbativa nella regolarità della gara. La Procura generale aveva tolto il fascicolo alla Procura della Repubblica perché non ne aveva condiviso la volontà di chiedere l'archiviazione anche delle uniche cinque posizioni minori sinora indagate.

Un'altra tegola si abbatte su Giuseppe Sala. Il primo cittadino: sono amareggiato, lo apprendo dalla stampa. Alla domanda se abbia intenzione di auto sospendersi, Sala ha risposto con un secco "no". Da una parte, vi era quella relativa all'assegnazione della gara più importante dell'Expo, quello da circa 200 milioni di euro per la Piastra; dall'altra, all'interesse della Procura milanese anche altre nove gare, nove in tutto "assegnate" da Antonio Rognoni, l'allora direttore generale di Infrastrutture Lombarde, sotto un "livello" di pressione "altissimo" e su "richiesta di Giuseppe Sala", il commissario unico. Inoltre il vivaista che assunse l'appalto per gli alberi non fu in grado di far fronte alla commessa, che fu quindi affidata direttamente alla stessa Mantovani; il costo per la ditta fu di 1,6 milioni di euro, contro i 4,3 milioni pagati dall'Expo per la fornitura.