Diele in carcere: Sono eroinomane, ma non un criminale. Chiedo scusa

Diele in carcere: Sono eroinomane, ma non un criminale. Chiedo scusa

La droga non c'entra con l'incidente. "A me sembrava disperato, diceva qualcosa, pare che si fosse distratto per colpa del cellulare". "Ho un telefonino che funziona male, c'è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi...".

A raccontare quegli attimi concitati è Ferdinando Giordano, ex concorrente del Grande Fratello 11, tra i primi ad essersi ritrovati sul luogo dell'incidente. "Solo quando sono sceso dall'auto ho visto e ho capito". È notte, "quel tratto di strada non è ben illuminato e la signora era tutta vestita di nero, difficile vederla". Non solo: era alla guida della sua autosenza patente.

L'attore Domenico Diele si dice colpevole dell'incidente stradale ma rivela che la causa non è stata la droga di cui fa uso ma una distrazione al cellulare. Il regista Piero Messina, che lo ha diretto nel film "L'attesa", dice di lui in un'intervista pubblicata sulla Stampa: "Aldilà degli aspetti professionali, era un ragazzo dolce, genuino e disponibile". "Non ho riconosciuto chi fosse, in quei momenti pensi ad altro. Vedevo solo che piangeva e diceva quasi tra sé e sé: 'Cosa ho fatto, ho fatto una cazzata'". E non si è reso conto se Diele fosse o meno sotto l'effetto di droghe.

Sembra che Diele stesse tornando da una festa che si era tenuta a Matera e secondo quanto rilevato dalla Polizia andava a velocità elevata non rispettando le distanze di sicurezza.

Un accaduto che non doveva accadere perché Domenico Diele - l'attore noto per le sue interpretazioni in Don Matteo, Acab, 1992, 1993 e In Treatment - non avrebbe dovuto guidare: la sua patente era stata sospesa per problemi di droga tempo addietro. "Ma l'ho fatto perché mia cugina ci teneva ad avermi al suo matrimonio e l'unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata".

Domenico Diele, l'attore accusato di omicidio parla per la prima volta -"Ho solo il lavoro e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello - continua Diele - Non avevo il permesso di guidare".

Infine, un pensiero, ai familiari della vittima: "Vorrei incontrare il padre di quella donna, inginocchiarmi davanti a lui e ammettere le mie colpe. Non ci credo che resterà tanti anni lì". Non ho scusa, ho sbagliato e devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa, pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Infatti l'omicidio stradale è punito con pene che vanno dagli otto ai 12 anni nel caso in cui colui che provoca la morte di una persona si sia messo al volante in stato d'ebrezza o sotto effetto di stupefacenti, pena che potrebbe però essere aumentata di un terzo se il conducente guidava nonostante il ritiro della patente.

"Sono un eroinomane, ma non sono un assassino".