Cinque notizie che non lo erano Una sulla questione dello ius soli

Era prevedibile un endorsement della Chiesa per lo Ius soli, ma nessuno si sarebbe mai aspettato una reazione così veemente di monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, che ha parlato di 'gazzarre ignobili in Aula'.

Il 15 giugno 2017 - sottolinea la nota di Agire - è arrivata al Senato della Repubblica la riforma sulla cittadinanza italiana, approvata nel 2015 dalla Camera dei Deputati.

La Fabbri precisa che "la legge che si sta discutendo in Parlamento riguarda uno ius soli temperato, che dunque prevede il riconoscimento della cittadinanza ai bambini che sono nati qui da genitori autorizzati a risiedere nel nostro Paese con un permesso di soggiorno a tempo indeterminato e che qui lavorano e pagano le tasse, e lo ius culturae per quei ragazzi che non sono nati in Italia ma studiano qui da almeno cinque anni". In quest'ultimo caso la richiesta spetta al genitore (a cui è a sua volta richiesta la residenza legale) o all'interessato stesso, entro due anni dalla maggiore età.

Insomma, affermare che l'Italia stia per adottare lo ius soli puro, sul modello di quello in vigore negli Stati Uniti, è gravemente scorretto.

RESPONSABILITA' IN PARLAMENTO - E' su questo argomento, "uno dei temi che ci riguarda da vicino e sul quale dagli anni '70 del secolo scorso si continua sistematicamente a discutere anche in Svizzera, che si chiede al parlamento italiano e in particolare ai diciotto eletti nella circoscrizione estera una maggiore incisività politica - chiosa Schiavone -". La cittadinanza, altrimenti, può essere acquisita dai 18 anni. Ma dato che accordi con la Libia in tal senso non ce ne sono, li portiamo direttamente a casa nostra.

Ius soli sono due parole latine che significano "legge del suolo".

Per chiarire le idee - Ius Soli, ddl cittadinanza agli stranieri: caos in Senato e nelle piazze, le ragioni del sì e del no. Oppure, potevano ottenere la cittadinanza i figli di cittadini stranieri che avessero compiuto almeno un ciclo scolastico nel nostro paese.

Si può essere o meno d'accordo sulla legge che, a nostro parere pecca da un punto di vista per così dire "logistico".

Ultimamente è sempre molto acceso il dibattito intorno allo ius soli. E allora per tutti loro la cittadinanza non è un diritto riconosciuto, ma una conquista da raggiungere solo da grandi, forse.

Ad alimentare il numero degli stranieri in Italia concorrono non solo le migrazioni dall'estero - il saldo migratorio nel 2016 si mantiene positivo e ammonta a oltre 200 mila stranieri -, ma anche i tanti nati nel nostro paese da genitori stranieri, le cosiddette seconde generazioni. Sembra che i giovani stranieri nati in Italia siano particolarmente interessati alla cittadinanza italiana. Nel secondo caso di un permesso a tempo indeterminato rilasciato al cittadino extracomunitario che risieda legalmente da cinque anni in Italia, che abbia un reddito e un alloggio adeguato e abbia superato un test di conoscenza della lingua italiana. Il via libera per lo Ius soli? Un po' come fatto da buona parte dell'elettorale della sinistra radicale o dai delusi dal PD, che si sono rivolti al movimento fondato da Grillo e Casaleggio per le loro posizioni vicine a quelle del centrosinistra su ambiente, lavoro, lotta alla corruzione e difesa dei servizi pubblici, dall'acqua al Welfare. Peccato che gli stranieri residenti paghino le tasse e che quei minori stranieri che diventeranno italiani già abbiano diritto all'assistenza medica e all'istruzione.