Banche Venete, sì al decreto. Padoan: "Non c'erano alternative"

"La crisi delle banche venete risale a prima della crisi economica e ha raggiunto livelli che hanno reso necessario un intervento di salvataggio, per evitare i rischi evidenti a tutti di un fallimento disordinato".

Lo hanno spiegato in conferenza stampa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan al termine di un consiglio dei ministri, iniziato poco dopo le 16 e durato 19 minuti, che è servito a varare il decreto per avviare la liquidazione ordinata dei due istituti veneti e permettere lunedì mattina la riapertura degli sportelli.

Il ministro ha anche assicurato che "il ristoro per gli obbligazionisti subordinati retail della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che saranno azzerati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa, sarà del 100%".

Dunque, le cifre. Paghiamo noi, soldi pubblici: l'esborso immediato per lo Stato sarà di 4,78 miliardi che verranno girati a Intesa Sanpaolo come anticipo di cassa. Tra gli obiettivi del governo, ha aggiunto Gentiloni, c'è infatti anche quello di "dare un contributo al complessivo risanamento del nostro sistema bancario e farlo in un momento in cui il suo stato di buona salute è così cruciale", soprattutto ora in cui il ciclo economico si sta riprendendo.

Il sistema bancario, aggiunge Gentiloni, "è importante per gli investimenti" ed era necessario "incoraggiare e non ostacolare il percorso di graduale ripresa in atto".

Le parole del ministro Padoan.

Roma, 25 giu. (AdnKronos) - "In sintesi la vicenda delle banche venete è questa: due banche private vengono gestite ai limiti della della truffa per anni, ora grazie alla debolezza politica e ad errori del governo una banca privata fa un gigantesco affare, i contribuenti italiani subiscono un salasso senza pari in cambio di nulla, e migliaia di lavoratori sono a rischio". L'altra voce è una "garanzia fino a 4 miliardi per crediti attualmente in bonis ma ad alto rischio". Ha inoltre aggiunto che il salvataggio avviene nel pieno rispetto delle regole Ue, "sfruttando nel migliore modo possibile tutti i margini" consentiti al loro interno. Le due banche venete, ha spiegato Padoan, "continuano a operare di fatto come componenti del gruppo Banca Intesa: non c'è nessuna interruzione, a partire da domani, dell'attività normale di sportello". A stretto giro arriveranno il decreto del ministero dell'Economia per la liquidazione e la nomina dei commissari da parte della Banca d'Italia.