Banche venete, Messina: no regalo, tuteliamo famiglie e imprese

Banche venete, Messina: no regalo, tuteliamo famiglie e imprese

A Milano (Ftse Mib +0,81%), che pur ha dimezzato i guadagni sul finale in scia al rallentamento di Wall Street, sotto i riflettori Intesa Sanpaolo (+3,52% a 2,708 euro) che ha firmato con i commissari liquidatori della Popolare di Vicenza e Veneto Banca il contratto di acquisto, al prezzo simbolico di un euro, delle attività sane dei due istituti, che non avrà alcun impatto sui ratio e sulla politica dei dividendi del gruppo. A Piazza Affari le banche brindano al perfezionamento dell'operazione di salvataggio delle venete e gli analisti, pressochè all'unanimità, promuovono la soluzione di una liquidazione ordinata e il venir meno di un significativo elemento di incertezza, che aveva pesato sulle recenti performance borsistiche. "Anche il debito di Intesa tiene bene, anzi stringe di qualcosa, per ora sui bond non c'è effetto 'aumento del debito'". Si prevede di chiudere 600 filiali su 982 e di ricorrere a 3.900 esuberi volontari: 2500 per il gruppo e il resto per le banche venete (11mila gli addetti totali).

"Credo che la definizione del regalo sia completamente sbagliata - spiega al Tg3 l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina - Noi interveniamo in questa operazione per tutelare i risparmi di 2 milioni di famiglie, l'erogazione del credito di 200 mila imprese e l'occupazione 10mila persone". Una operazione "pesante ma necessaria" secondo i protagonisti, che ha peraltro già avuto il via libera della Commissione Ue (Roma e Bruxelles si sono mosse di comune accordo), la quale "vigilerà sui conti pubblici". Se questo aiuta a capire perché a Francoforte hanno deciso di non credere più alle previsioni delle due banche, dimostra anche che Governo e Banca d'Italia si sono trovati a dover risolvere in tempi rapidi un'equazione complessa, in cui occorreva conciliare gli interessi generali di stabilità con quelli particolari legati all'operatività delle banche. "Un po' più di quei 5 miliardi che lo Stato versa adesso, con un conto approssimativo". Per le due banche venete sono stati nominati anche i componenti dei rispettivi comitati di sorveglianza. Lo ha detto oggi il sottosegretario all'Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta all'inaugurazione della sede di Banca Finint a Conegliano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo anni di temporeggiamenti da parte di amministratori delle banche e dello Stato, è stata il pronunciamento della Banca centrale europea, che venerdì scorso le ha dichiarate in dissesto.