Banche venete: Intesa Sp, acquisto asset selezionati, 60 mln a risparmiatori

Banche venete: Intesa Sp, acquisto asset selezionati, 60 mln a risparmiatori

Per Popolare di Vicenza si tratta di Maria Elisabetta Contino, Francesco De Santis e Raffaele Lener mentre per Veneto Banca sono Franco Benassi, Giuseppe Vidau e Andrea Guaccero. Tra di essi, per entrambe le banche tra i commissari c'è Fabrizio Viola. La Banca d'Italia ha nominato i commissari liquidatori nelle persone di Fabrizio Viola, Claudio Ferrario e Giustino di Cecco per la prima e Fabrizio Viola, Giuliana Scognamiglio e Alessandra Leproux per la seconda. I crediti deteriorati della banca, esclusi dalla cessione, saranno successivamente trasferiti a una società a partecipazione pubblica. Per le due banche sono stati nominati anche i componenti dei rispettivi comitati di sorveglianza. Nei t e rmini dell'accordo, inoltre, anche il contributo da 1,5 miliardi che cade sulle spalle del governo, il quale si farà carico delle spese per i vecchi contenziosi legali da chiudere. Terzo elemento fondamentale, il pieno rispetto delle norme Ue: l'operazione si svolge "totalmente all'interno delle regole europee", assicura Panetta.

Non ci sarà, dunque, alcun aggravio sulle risorse pubbliche, poiché il denaro di riferimento è legato, di fatto, a quei 20 miliardi già stanziati dal decreto di Natale "Salva-risparmia". E' l'assicurazione che arriva dal Capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, nel corso di un briefing. Lo ha affermato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, secondo cui bisognava evitare a tutti i costi uno shock finanziario e uno shock per l'economia reale, che avrebbero avuto gravi conseguenze sul territorio. La Banca d'Italia ha confermato stamattina la cessione della parte sana delle attività delle popolari venete al gruppo Intesa Sanpaolo, così come prevedeva il decreto approvato dal governo di Paolo Gentiloni. L'importo sarà accantonato in un apposito fondo, tenuto conto degli effetti fiscali correlati all'utilizzo e risulterà quindi neutrale per l'utile netto dell'esercizio. Il costo per il pubblico potrebbe essere ben più salato, perchè Intesa Sanpaolo beneficia di garanzie statali fino a 6,3 miliardi per la retrocessione di crediti che non risultino in bonis e oltre 4 miliardi per crediti in bonis ma ad alto rischio. In particolare, sarebbero stati coinvolti nella crisi i finanziamenti in corso verso circa 20mila imprese piccole e medie e ci sarebbe stato un impatto su circa 600mila persone. "Non solo a Banca Intesa si regala la parte buona della banca - commentano dall'associazione di consumatori fiorentina - ma gli si regala anche circa 5 miliardi che lo Stato letteralmente butta via per coprire il buco fatto dai privati". "Per questo la Dg Comp europea dice che non c'è distorsione della concorrenza". A parziale ristoro per i risparmiatori che detengono questi ultimi titoli, comunque, Intesa Sanpaolo ha stanziato 60 milioni di euro che andranno a sommarsi con le compensazioni previste dai fondi del sistema bancario.

Veneto Banca e Popolare di Vicenza possono tirare un sospiro di sollievo. A Piazza Affari le banche brindano al perfezionamento dell'operazione di salvataggio delle venete e gli analisti, pressochè all'unanimità, promuovono la soluzione di una liquidazione ordinata e il venir meno di un significativo elemento di incertezza, che aveva pesato sulle recenti performance borsistiche.

E' partito il piano di intervento predisposto per la soluzione della crisi di Veneto Banca. Tutte le operazioni bancarie si potranno svolgere senza cambiamenti, con la differenza che la responsabilità è ora di Intesa Sanpaolo.